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La Figc è stata molto chiara. Nell'ambito dei propri limiti etici ed operativi. Ha inquadrato in modo netto la situazione ma attraverso alcune dichiarazioni del presidente Gravina, a margine dell'ultimo Consiglio Federale, ha lanciato un monito su come muoversi per liberarsi dall'impasse e ha indicato una via breve su cui muoversi.

Riconosce, in sostanza, che il Taranto FC 1927 è in mano ad un curatore e non può operare strappi (revoca dell'affiliazione), ma nella formale e pleonastica modalità di ripartenza dalla Seconda Categoria, vincolante alla chiusura delle pendenze finanziarie in essere, ha di fatto spogliato da ogni pretesto sportivo la relativa matricola societaria. D'altronde affermare che “una città come Taranto non può essere rappresentata da un calcio di così bassa categoria” è un modo per sganciare la questione puramente calcistica dalle dinamiche legate alla procedura di liquidazione giudiziale. L'esercizio provvisorio servirà al curatore per soddisfare nell'ambito delle operazioni previste i rispettivi creditori, cercare una via eventualmente consona per rendere appetibile la relativa proprietà per una ipotizzabile vendita, ma un futuro degno sotto il profilo calcistico non è all'ordine del giorno e non ci sarebbe alcuna convenienza a ripartire in questo modo. Da qui il susseguente invito di Gravina di essere “in attesa di eventuali sollecitazioni che possano arrivare alla Federazione da parte dei soggetti interessati”. Senza nemmeno avere bisogno di forzate interpretazioni, è un modo per legittimare la nascita di un nuovo sodalizio e conferirgli la collocazione più alta possibile in questo momento. E' un modo per passare la palla alla città, un invito all'unità di intenti. Se davvero forze imprenditoriali locali, nazionali e internazionali come hanno fatto intendere il commissario Ferrarese settimane fa e recentemente lo stesso sindaco Bitetti hanno chiesto informazioni, ora è il momento di manifestarsi. Il bando può essere un aspetto formale necessario ma anche accessorio. Il ritardo accumulato è già consistente, ulteriori esitazioni e rimbalzi di responsabilità non sono ammessi. Se il calcio a Taranto vuole ripartire deve farlo ora. Taranto, come ha sottolineato lo stesso Gravina, “ospiterà i Giochi del Mediterraneo e avrà uno stadio su cui investire pesantemente”. Dovrebbero essere elementi attrattivi e non respingenti. Contano la volontà e un progetto credibile. Ora si misurerà il reale grado di interesse del calcio nel nostro territorio.

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