CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Che sia una buona scelta, ne abbiamo davvero bisogno. Parliamo comunque di calcio: lo sappiamo, ci sono argomenti più scottanti in agenda nella nostra città.
Quindi proviamo sempre a contestualizzare e dare il giusto peso alla vicenda, senza però sminuirne il valore. Il calcio a Taranto, oggettivamente e per le passioni e i dibattiti che smuove, è anche cosa seria. E se ci stiamo tutti giocando una possibilità per ripartire in modo credibile, è bene spendere con criterio la relativa fiche di ingresso al tavolo sia pure della massima categoria dilettantistica regionale. In pochi giorni il cielo si è schiarito e le nuvole si sono diradate, metafore che cozzano con la relativa stagione climatica che viviamo in questo momento. Il quadro, insomma, è chiaro. Tutte le ipotesi, le aspettative, le ricostruzioni sul destino della vecchia matricola e sul modo di aprire una nuova parentesi calcistica, crollano di fronte alla realtà che si presenta ora limpida. In pochi giorni il Taranto Fc 1927 ha cessato la sua attività (sospensione dell'esercizio provvisorio e revoca dell'affiliazione), si è celermente predisposto il bando per avanzare le manifestazioni di interesse con alcuni riferimenti tecnici e scadenze da osservare (fondo perduto a 200.000 euro, manifestazione da presentare entro il 6 agosto e soggetta alla decisione comunale, domanda da depositare presso la Lega Dilettanti entro l'11 previa approvazione della Figc). Ora c'è solo da attendere se davvero, rispettando voci e indiscrezioni circolate e che circolano in queste ore, ci sia la fila di chi vuole assumersi la responsabilità della ripartenza. E allora all'orizzonte ci sarebbero cordate spiccatamente tarantine (gruppo D'Ippolito che secondo gli spifferi di rito prenderebbe quota), interessi che puntano a figure originariamente tarantine (Ferrara) ma affluiscono in gruppi di respiro nazionale (Gabetti). E poi il gruppo Ladisa, Blasi e Campitiello tirati un po' per la giacchetta, gente non di Taranto (non proprio lontano) ma sempre famelicamente facente parte del mondo del calcio che non vede l'ora di approfittare della situazione, avvoltoi che in questo caso non possono depredare le proverbiali carogne. E poi personaggi facoltosi come Cortese o De Picciotto, acquirenti più onirici che reali. E allora buona scelta a chi avrà la funzione di compierla. Si potrà sbagliare in corso d'opera, perché chi non commette errori. Ma non ora. Perché sbagliare ora vorrebbe dire condannarsi all'ennesimo errore di sempre: non cogliere l'occasione, scegliere il provincialismo di retroguardia, la soluzione che non premia la sostenibilità, la competenza, la visione, ma soltanto l'interesse spiccio o di bottega. Abbiamo fiducia, però, ne abbiamo davvero tanta da riporre.