CRONACHE TARANTINE
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Stessa sede di Palazzo di Città gremita, a distanza di quasi un anno. E' cambiato il sindaco, non c'è bisogno dell'interprete, ma legato al calcio la giornata sa di evento come nello scorso ottobre ci si illudeva che fosse. Non ci sono ombre misteriose, personaggi pittoreschi, molto da capire e individuare. Ora ci sono acquirenti riconoscibili, una sana e umile voglia di ambizione. Comincia con la presentazione ufficiale l'era della famiglia Ladisa alla guida del Taranto calcio.
Piero Bitetti, padrone di casa, ha battezzato il nuovo corso con un deciso Forza Taranto. "E' una giornata importante per la ripartenza del calcio e della voglia di ricreare ottimismo. Dal primo momento avevamo chiesto una società solida, abbiamo individuato una società italiana che avesse già fatto calcio e migliore scelta non potevamo compiere. C'è attenzione per i giovani, presenza forte sul territorio, intenzioni serie nell'interesse dei tifosi. Grazie al sindaco di Massafra per aver messo a disposizione lo stadio, mancavano poche ore all'iscrizione e abbiamo fatto tutto in tempo, sciogliendo il nodo cruciale. Dall'anno prossimo potremo tornare a tifare nel nostro Iacovone. Sono poco tifoso di calcio, compensano figli e nipoti, ma da oggi mi dedicherò, sento che sta nascendo la passione. L'appello ai tifosi è di far sentire la propria vicinanza. Taranto deve essere una città del Mediterraneo, una città europea che guarda al futuro con lungimiranza". Bitetti sottolinea come i prossimi mesi saranno fondamentali sotto l'aspetto sportivo, lasciando la palla al presidente Vito Ladisa che ha parlato ad ampio respiro valicando anche i semplici confini calcistici (un pensiero è stato rivolto anche alle vittime dell'inquinamento). "Il progetto è serio e di poche parole, restituire la passione per il calcio che torni ad essere parte di Taranto. Questa città ha bisogno di rinascere e ricostruire il proprio sentiero. Il piano si basa sul duro lavoro, Taranto merita una seconda possibilità in tutti i settori e questa società vuole essere il cuore pulsante di questo rinnovamento. Non esistono baresi, tarantini o brindisini, esiste il "Made in Puglia", un brand ormai affermato a livello mondiale che ci siamo guadagnato". E le parole sono rivolte al commissario Ferrarese ringraziato pubblicamente da Ladisa. Un grazie esteso alla Lega Dilettanti per aver lavorato a favore del Taranto anche durante il periodo di Ferragosto. Parola chiave: inclusione. "Se investiamo in un calciatore, senza consolidare quello che c'è dietro di noi non abbiamo capito nulla. Se non abbiamo una base, un'organizzazione efficace, non avremo capito nulla. Gli ammortamenti sono strutture e risorse umane. Le piccole società sono il nostro tesoro e se non è compreso questo passaggio, avremo delle difficoltà. Io questo errore l'ho fatto in precedenza e non voglio commetterlo nuovamente pur avendo ottenuto ottimi risultati sportivi. Il campione deve diventare la nostra storia". Contaminare cultura e sport, questo un altro invito rivolto alle istituzioni. "Puntiamo al professionismo - ha proseguito Ladisa - con pazienza e dedizione. Lo Iacovone sarà ristrutturato e dobbiamo organizzare e pianificare il post Giochi del Mediterraneo sin da ora in termini di sostenibilità. La mia idea è chiara: Taranto non sarà solo una squadra, ma un sogno ad occhi aperti. Proveremo a far parlare i fatti, le difficoltà ci potranno essere all'inizio. Siamo saliti su un treno in corsa, nulla si costruisce per caso, cercando l'aiuto di tutti. Non avremo gli abbonamenti, gli sponsor che vorremmo, una casa nostra, dobbiamo essere rispettosi delle case altrui e saremo sempre grati a Massafra". Il "Forza Taranto" riecheggia più forte, tuonato forte dal sindaco Bitetti a chiusura della presentazione. Quelle del presidente Ladisa sono parole che restano sospese, gonfie di contenuti e non solo calcistico-sportivi. A distanza di quasi un anno la sensazione e la convinzione che possiamo essere davvero di fronte ad una vera svolta.