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In quattro giorni il Taranto solido e maturo di Brindisi è svanito. Ad Acquaviva si è vista una versione sbiadita e poco lucida della squadra ionica.

Sono tornate le amnesie difensive di inizio campionato, certi cali di tensioni che anche in Eccellenza non sono ammesse. Il Taranto non è in grado di chiudere le partite e in trasferta, pur dimostrando una vaga superiorità, viene punito in ogni sua ingenuità. Ciro Danucci ha il compito di spiegare la prima sconfitta stagionale.
 
“Gara diversa dalle altre. Nel primo tempo abbiamo sbloccato con merito il risultato, il loro rigore nasce da una nostra ingenuità, anche se penso sia stata una decisione discutibile. Nella ripresa abbiamo provato ad aggredire, ma abbiamo incassato il 2-1 su azione d'angolo soffrendo la loro struttura fisica. Ottenuto il 2-2 non ci sta di prendere il gol del 3-2 in quel modo. Abbiamo perso meritatamente”.
 
Non si riesce a chiudere le partite, ma soprattutto non si ha la personalità di farlo nelle gare lontano dallo stadio Italia di Massafra. “I numeri sono indicativi e dicono che in trasferta dobbiamo svoltare. Dopo cinque gare fuori casa forse c'è qualcosa da aggiustare. La gara di Brindisi mi aveva, però, dato fiducia. Riscontro un calo di concentrazione quando non giochiamo a Massafra e questo non deve accadere”.
 
Solo il tempo potrà dire se da una sconfitta possono nascere quei correttivi che servono ad un Taranto chiamato ad impegni importanti: giovedì 23 ottobre in casa contro il Toma Maglie e domenica 27 nel big match di Bisceglie.
 
“I ragazzi stanno pedalando dal 18 agosto e possono incappare in un passo falso o una giornata negativa. Non voglio buttare via le cose buone del primo tempo. Non siamo stati lucidi nella reazione, affrettando i tempi delle giocate. Dobbiamo avere la forza di chiudere le partite”.

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