CRONACHE TARANTINE
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Solita cerimonia a fine gara, i giocatori del Taranto saltano al ritmo dei cori dei tifosi. C’è entusiasmo dopo la vittoria sul Canosa, peccato non esternare queste emozioni, perdurando il silenzio stampa.
Per avere risvolti sotto il profilo comunicativo, occorre rivolgersi all’altra sponda. C’è un Pasquale De Candia, tecnico dei biancorossi, particolarmente irritato. Alla vigilia attendeva questa sfida per comprendere di che pasta fosse il suo gruppo. Lo scontro diretto ha svelato che soprattutto in trasferta la sua squadra deve compiere ancora dei notevoli miglioramenti. E poi c’è anche un altro elemento da sottolineare. “Siamo stati poco coraggiosi – ammette De Candia – Sono emersi i limiti di questa squadra. L’approccio era stato anche buono con quell’occasione iniziale. Dopo l’1-0 del Taranto ci siamo sgonfiati. In verità l’errore è stato quello di abbassarci troppo e concedere campo agli ionici. Nella ripresa abbiamo ritrovato il coraggio e abbiamo spinto con convinzione.” De Candia spiega e difende la scelta di aver inserito tra i pali l’under Massari. “Ho tre portieri validi. Io ero venuto qui per giocarmela e non per difendermi. Non è stato quello il problema, anche se l’utilizzo degli under è uno dei mali di questa categoria”. Il tecnico del Canosa sa come si vince il girone di Eccellenza. La scorsa stagione è stato il principale protagonista della cavalcata solitaria del Barletta. De Candia rivendica quel successo e fa un paragone con l’attuale torneo. “Se Il Barletta giocasse questo campionato avrebbe ora undici punti di vantaggio. E’ sicuramente una stagione differente, non penso livellato verso l’alto. La differenza la fanno la struttura societaria, lo staff e la capacità di restare equilibrati per tutto l’anno. L’anno scorso il Barletta vinceva con tutte le formazioni più piccole, oggi tutti perdono punti con tutti. Certamente gli scontri diretti potranno dire molto, ma i campionati si decidono sempre da febbraio in poi”.