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Foto di repertorio (Studio Ingenito)

 

Ancora Novoli dopo appena quattro giorni, altra competizione ma soprattutto altra figura tecnica sulla panchina del Taranto.

Solo qualche ora di studio e un paio di allenamenti dovranno servire a Luigi Panarelli per preparare la prima gara del triangolare di semifinale di Coppa Italia. Il neo allenatore rossoblù confida le sue emozioni, illustra la sua visione di insieme e soprattutto parla di cosa si attende dalla nuova parentesi alla guida della squadra della sua città. "Sensazioni positive, perché sono una persona positiva. Ogni volta ci sono stimoli nuovi anche si tratta di un ritorno. Quando chiama il Taranto ci sono sempre le solite vibrazioni. Si sceglie con la testa e con il cuore. Sono stato lusingato dalla chiamata di una proprietà importante. Sono molto motivato, c'è l'occasione di centrare l'obiettivo. Ho detto alla società che voglio partecipare a questo progetto".
Panarelli si ritrova una squadra costruita da altri. Il processo di apprendimento deve essere rapido, fermo restando che esiste un mercato aperto e un organico da completare, magari seguendo le sue esigenze. "Per i risultati ottenuti mi auguro che possa ripetere le precedenti esperienze. Ho fatto tanti punti e nel secondo c'è stato il Covid. Per i sistemi di gioco non sono intransigente. Non penso al mercato, c'è da fare necessità virtù, pensando a quello che ho a disposizione. Li ritengo i migliori e lavorare per fare le migliori prestazioni. Ci sono delle defezioni come Monetti, Konate, Vujoja e Souare ma ho trovato un gruppo predisposto. Dobbiamo costruire il vestito su misura alle caratteristiche della rosa. Portiere under? Quando si prende gol, è demerito di tutti. I gol presi vanno contestualizzati. Ne stiamo parlando, ma la croce addosso ad un solo calciatore non la getto".
Poco tempo per studiare il prossimo avversario.
"Gara preparata in un giorno e mezzo, sono fiducioso che possiamo dire la nostra. La Coppa non va lasciata al caso, perché può garantire il salto. Novoli non è decisiva, ma è importante".
Panarelli, proprio per il poco tempo trascorso, non è in grado di entrare in profondità su alcuni aspetti.
"Non mi permetto di dire cosa manca a questa squadra, non ho visto il Taranto dal vivo. Il mio incarico è partito da poco tempo, ho soprattutto parlato con i giocatori. Dobbiamo trasmettere la mentalità vincente, Taranto deve vincere. Ma dobbiamo essere consapevoli che questo è ora il nostro campionato. Piedi a terra e lavorare nei dettagli ogni giorno. Capitava anche in D, tutti giocano al massimo contro il Taranto e quindi dobbiamo essere pronti, senza essere presuntuosi. Dobbiamo trasmettere a tutti che vogliamo vincere. Non a parole ma con le interpretazioni. Su cosa ho lavorato tecnicamente? Avere il dominio del gioco con o senza palla, non facendo respirare gli avversari. Lo si fa attraverso il modo di stare in campo. Con l'organizzazione si possono ottenere i risultati. Abbiamo lavorato su alcuni concetti, rispettando il Novoli, squadra di tutto rispetto e avversario ostico. Abbiamo dentro ferite che ci fanno male. Bisogna riscattare il 3-3 di domenica. Sono fiducioso. Non devo insegnare a Loiodice il dribbling o ad Aguilera come si segna. Però gli individualismi sono fini a se stessi, conta la squadra. Attraverso il grippo si creano i risultati, non viceversa".
C'è da rimodulare la voglia di vincere del gruppo che spesso, visto i frequenti cali di concentrazione, ha faticato a rispettare le ambizioni di una piazza che vuole, anzi pretende, l'immediata risalita. Panarelli ha potuto tastare il polso al suo gruppo. "Giocare a calcio è il mestiere più bello. La pressione non deve consumare le energie nervose che servono per correre e aggredire l'avversario. Devo trasmettere serenità anche se siamo condannati a vincere"
Panarelli ha all'attivo una vittoria in questa categoria.
"Ho portato l'Altamura in D dopo venti anni. Conosco bene questo campionato. E' un torneo di Eccellenza solo di nome. Ci sono giocatori che scelgono progetti e scendono di categoria. Ci sono giocatori e allenatori importanti. Avevo altre richieste di squadre del girone H di Serie D, ma non ci ho pensato due volte ad accettare Taranto anche se si tratta di Eccellenza. Ora ci siamo e dobbiamo essere umili e combattivi. Si può vincere di fioretto, ma anche di sciabola. In questo torneo contano i risultati sapendo che ora dobbiamo inseguire. Il 26 aprile compio 50 anni, mi piacerebbe festeggiarlo nel migliore dei modi".

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