CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
POLIMNIA-TARANTO 1-0
MARCATORI Mercurio al 35' p.t.
POLIMNIA De Giosa, Avantaggiati, Gernone, Rapio, Di Vittorio; Zaccaria (26' s.t. Ungredda), Marasciulo (40' s.t. Nacci), Buonamico; Signorile (36' s.t. Bonsabte), Saliou, Mercurio (14' s.t. Bottari). (Pellegrino, Carriero, Carminati, Anaclerio, Raspatelli). All. Mancini
TARANTO Martinkus; Rizzo, Guastamacchia, Derosa (3' s.t. Aguilera); Russo, Zampa (11' s.t. Souare), Di Paolantonio, Labianca (3' s.t. Corallini); Losavio, Trombino (21' s.t. Incerti), Loiodice. (Capogna, Konate, Monetti, Delvino, Kiriauskas). All. Panarelli squalificato, in panchina Morea
ARBITRO Cilli di Barletta
NOTE Spettatori 200 circa. Ammoniti De Giosa, Zampa. Angoli 0-14. Espulso dalla panchina Konate.
Verrebbe da chiedersi, ma questo è davvero il Taranto? Quello sognato in estate dalla proprietà Ladisa, quello che lo staff tecnico e il direttore Pagni hanno stravolto non lesinando su qualità ed esperienza nei giocatori selezionati, quello soprattutto desiderato dai tifosi, costretti a digerire certe patetiche esibizioni. Una squadra completamente rivisitata dal recente mercato, che sembra aver perso un filo logico tecnico. E il primo tempo chiuso in svantaggio contro il Polimnia, terz'ultimo in classifica, autorizzava a muovere qualsiasi critica giustificata da uno spettacolo insignificante. L'unica ipotesi di certa fiacchezza poteva risiedere in un contraccolpo psicologico subito dopo i risultati del pomeriggio che hanno di fatto attenuato la corsa al primato del Taranto, ma siamo davvero allo sfregamento sugli specchi. Si sperava in una ripresa più edificante, ma per certi versi lo scenario è stato ancora più mortificante perché il Taranto ci ha provato, spargendo un po' di animosità, costruendo un paio di occasioni nitide, colpendo anche due traverse nel recupero, ma non riuscendo a capovolgere il suo amaro destino. Appare inutile convocare i tifosi per summit improvvisati e risibili nella loro efficacia, sembrano non produrre alcun effetto nemmeno gli strali pubblici del presidente Ladisa sul richiamo ad un decente impegno e un atteggiamento più umile. Qui le ragioni sono più profonde e, aspetto ancora più inquietante, non appaiono di rapida risoluzione. E giovedì 11 gennaio c'è il decisivo appuntamento di Coppa Italia contro il Gallipoli. Una gara da non sbagliare dato che, con il ko di Mola di Bari, è calata ufficialmente la sbarra alla strada che avrebbe dovuto portare alla promozione diretta con la vittoria del campionato (Bisceglie capolista a -12). Oggi bisogna farsene una ragione.
Panarelli, ancora squalificato, sceglie il 3-4-3 con l'esordio in porta di Martinkus e in difesa di Guastamacchia oltre alla riproposizione di Trombino al centro dell'attacco. Aguilera, forse preservato per la sfida di Coppa contro il Gallipoli in programma giovedì 11 gennaio, parte dalla panchina. Out Hadziosmanovic per un problema muscolare. La prima gara in notturna del campionato rossoblù parte in sordina, con il Polimnia piuttosto agguerrito, che soffoca le prime iniziative ioniche e prova ad approfittare di qualche errore in disimpegno. Loiodice comincia a mutare la sua posizione, oscillando da sinistra al centro della trequarti. Il Taranto fatica a concludere verso la porta, si potrebbe affermare anche che fatichi a creare le condizioni per concludere. Il 3-4-3 è privo di sbocchi sulle corsie esterne, Losavio e Trombino in avanti sono privi di spunti, il centrocampo imperniato sulla fisicità di Zampa e le geometrie di Di Paolantonio non produce granché. Un cross sbilenco di Derosa è il fatturato della prima mezzora. I soliti cross dalla mediana, facile preda dei difensori avversari, cominciano a piovere sin dalla prima frazione. Rizzo e Guastamacchia mettono qualche pezza con la dovuta esperienza. Ma dopo una palla persa da Loiodice, il contropiede del Polimnia è letale. Saliou lancia Mercurio che batte Martinkus in totale solitudine. Davvero imbarazzante. Loiodice sembra trovare l'angolino giusto, ma Marasciulo respinge quasi sulla linea. Il Taranto prova scuotersi sul finale di tempo con orgoglio e un briciolo di carattere, immesso in grande quantità dal Polimnia che non sembra essere in terz'ultima posizione. Nella ripresa si spera in un cambiamento di atteggiamento, di cambi non ce ne sono in avvio. Gli ionici si riversano nella metà campo avversaria. Angoli che si susseguono, mischie che divampano. Guastamacchia sfiora il pari di testa. Il vice Morea si gioca la carta Aguilera per uno schieramento indefinito ma super offensivo. Konate, per denotare il momento di poca lucidità collettiva, si fa espellere dalla panchina. Mercurio va vicino ad un incredibile raddoppio al 10'. Ormai non esistono ruoli, ci sono cinque o sei elementi d'attacco disseminati per il campo. Entra Souare per l'ammonito Zampa, Russo passa a fare il mediano. Soluzioni estemporanee come l'acrobazia di Losavio che chiama alla deviazione in angolo De Giosa. I corner arrivano in cifra doppia, tutti senza esito. Entra Incerti ed esce un opaco Trombino. Il Polimnia si insinua in un Taranto sbilanciato: Saliou fa venire i brividi a Martinkus in contropiede. Loiodice non fa la differenza nemmeno su calcio piazzato. Losavio, forse l'unico a dare segnali battaglieri, non riesce a trovare il giusto spiraglio. Il finale è una ricerca affannosa di un gol che possa almeno evitare la seconda sconfitta in tre partite. I sette minuti di recupero si rivelano infruttuosi e anche sfortunati perché Aguilera e Souare colpiscono la traversa. Il Taranto, sfortuna a parte, non può essere questo.