CRONACHE TARANTINE
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E' un nuovo inizio. E non si può già sbagliare. La fase 2 della gestione tecnica di Ciro Danucci comincia con un esame da non fallire.
Serve la vittoria contro il Gallipoli (inizio ore 17.30) per proseguire il cammino in Coppa Italia, competizione che il Taranto non può permettersi di abbandonare, nella strada che porta all'auspicato salto di categoria. Due mesi sono trascorsi dalla decisione di esonerare l'allenatore di Carosino che, ora, si ritrova con un organico visibilmente modificato. In due mesi è davvero cambiato molto, dalla distanza della vetta in campionato, al grado di entusiasmo generale che si è sensibilmente ridotto. In tal senso sarà curioso capire il grado di temperatura emotiva dello stadio Italia di Massafra. Ciro Danucci, alla vigilia dell'ultima gara decisiva del triangolare di semifinale di Coppa Italia regionale, parte dalla considerazione di come ha ritrovato il gruppo. "Mentalmente i giocatori sentono il peso degli ultimi risultati, sono però abituati a certi momenti. In questo momento bisogna stringersi e compattarci. La rosa è un po' cambiata, la squadra è rafforzata tecnicamente, ora bisogna essere bravi a costruire il gruppo per arrivare a certi obiettivi".
Danucci si trova nella paradossale situazione di dover conoscere nuovamente la rosa a disposizione, modificata nell'ultima sessione di mercato. "L'organico a confronto con quello iniziale è di maggiore spessore. All'inizio abbiamo fatto di necessità virtù, creando un gruppo coeso che oggettivamente è andato oltre i propri limiti. Ora bisogna lavorare sulla testa dei ragazzi e di trovare il modo per farli esprimere al meglio. Tutti hanno la mia stima, nuovi e vecchi, anche in pochi giorni si può fare bene. Cercherò sempre di mettere in campo la formazione che mi dà più garanzie, premiando chi fa meglio in allenamento".
La gara è fondamentale, inutile girarci intorno.
"In questi giorni abbiamo lavorato su qualche concetto tattico per la gara contro il Gallipoli. I ragazzi sanno che ci stiamo giocando tantissimo, non è un discorso di pressione perché a Taranto è giusto che ci sia. Dobbiamo partire forte e tenere in pugno la partita. Ora c'è da superare brillantemente queste due gare per lavorare con più serenità nell'immediato. E poi voglio tenermi tutte le strade aperte, nel calcio non si sa mai".
La sensazione è che più che l'aspetto tecnico, sia da rimodulare la sfera mentale della rosa.
"Quando giochi nel Taranto, quando i risultati non danno ragione, nella testa dei giocatori si può creare un po' di scoramento, specie in una piazza come quella di Taranto dove ci vuole personalità quando la palla scotta. Il consiglio è di ovattare il tutto e pensare solo al campo. E poi sono certo che il pubblico ci spingerà, sono sicuro di questo".
Si è anche parlato molto dell'eventuale chiarimento che Ciro Danucci avrebbe preteso con la società per l'ipotetico ritorno. In realtà tutto è avvenuto con naturalezza, senza particolari polemiche e nella piena consapevolezza dei ruoli.
"Quando c'è un esonero è una sconfitta per tutti, sia per la società che per l'allenatore stesso. Ho sempre avuto grande rispetto per la proprietà che ha voluto investire in un momento difficile della storia calcistica tarantina. Ho parlato e chiarito con il presidente, quando mi hanno richiamato ero contento e ho accettato subito, voglio portare fino in fondo il lavoro iniziato e in questo senso sono fiducioso, perché avverto maggiore sinergia".