CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
TARANTO-GALATINA 2-0
MARCATORE Losavio al 13' p.t., Sansò al 44' s.t.
TARANTO Martinkus; Hadziosmanovic (47' s.t. Souare), Rizzo, Guastamacchia, Sansò; Di Paolantonio, Vukoja; R. Marino (27' s.t. Zampa), Losavio (1' s.t. Russo), Loiodice (42' s.t. Derosa); Aguilera. (Mastrangelo, Delvino, Corallini, Labianca, Trombino). All. Danucci
GALATINA Caroppo; Monteduro, Arnesano, Signore, Vigliotti (42' s.t. Goncalves); Avantaggiato (1' s.t. Padilla), Macrì, Valentini (1' s.t. Trofo), Gemma; Miglietta (1' s.t. Portaccio), Musso. (Lauretti, Candido, Centonze, Dell'Anna, Joao Pedro). All. D. Marino
ARBITRO Mancini di Macerata
NOTE Spettatori 1.000 circa. Ammonito Musso. Angoli 3-0.
Non c'è spazio per i pensieri di Coppa, il Taranto liquida la pratica Galatina, incamera altri tre punti in campionato e prosegue l'opera di rianimazione in campionato. Ora si potrà dirottare la concentrazione al delicato primo atto di finale di Coppa Italia contro il Bisceglie. E' stato un Taranto brillante, frizzante in fase offensiva almeno per un tempo, solitamente incapace di concretizzare la mole di gioco generata. Il solito difetto che ha tenuto in bilico la sfida. Ripresa nel complesso con qualche tremore fino al raddoppio firmato dal debuttante Sansò, prova positiva e con personalità del 2007. Il tecnico Ciro Danucci recupera Hadziosmanovic (Incerti non è nemmeno in panchina), schiera il suo arsenale offensivo attualmente preferito e rilancia Marino in mezzo al campo. Esordio assoluto per il giovane classe 2007 Sansò. Sul sistema di gioco bisogna interpretare il ruolo di Vukoja: mediano o trequartista? Si opta per la prima soluzione. Molto dipende dai movimenti di Marino in mezzo al campo: il mediano si alterna con Hadziosmanovic favorendo la creazione del canonico 4-2-3-1. Ma Marino è il medesimo che in fase di non possesso garantisce la copertura degli spazi (4-4-2). Vukoja manca all'8 la prima occasione (diagonale fuori di poco). Il Taranto spinge con convizione e passa al 13' con una perfetta girata di Losavio, uno dei più attivi in avvio, su assist di Hadziosmanovic sempre di prima intenzione. Sull'onda del vantaggio, gli ionici soffiano sulla gara. Aguilera manca il raddoppio di testa. Il Galatina (4-4-2) prova a difendere lo svantaggio attendendo tempi migliori. Hadziosmanovic è tornato quello ispirato di qualche settimana fa: al 25' pesca Loiodice che impegna severamente Caroppo. Comincia a piovere con insistenza, non si placa la voglia di offendere degli uomini di Danucci. Che devono rintuzzare, però, un contropiede di Avantaggiato con parata in due tempi di Martinkus. Sul finale di tempo il Taranto pare rifiatare, la spesa energetica è stata notevole, stona il minimo vantaggio sul tabellino. Losavio non si presenta al rientro in campo, entra Sante Russo. Ora il Taranto è 4-3-3 piuttosto lineare. Brivido in avvio con Galatina (ben tre cambi all'intervallo) pericoloso: Musso di testa crea scompiglio in area piccola ionica. E' un avvertimento che impone ai rossoblù di riprendere in mano le redini dell'incontro. Aguilera in contropiede servito da Loiodice si divora il 2-0. Servirebbe andare sul doppio vantaggio per ridurre sensibilmente i patemi di una sfida che può generare sempre l'episodio imprevedibile. L'arbitro Mancini non ravvisa un evidente fallo da rigore su Loiodice. Il Taranto ha perso la verve e la precisione della prima frazione, riparte a fatica e patisce il Galatina che ha alzato la linea del pressing. Zampa entra per garantire maggiore solidità in mezzo al campo. Lunga fase di gestione in cui gli ionici badano a proteggere l'1-0 più che affondare definitivamente il Galatina. Si arriva alla fase finale con leggero timore di sciupare tutto. Anche perché qualche errore in palleggio spazientisce il migliaio di spettatori presenze allo stadio Italia. Derosa per Loiodice è il cambio finale che certifica la voglia di tenersi stretto il minimo scarto. Ma il giovane Sansò non è d'accordo: fugge via sulla corsia mancina e con grande tiro sotto la traversa spazza via gli ultimi tremori.