CRONACHE TARANTINE
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Il post Bisceglie riporta tutti con i piedi per terra. Il Taranto è fuori dalla coppa e vede assottigliarsi sempre più le possibilità di giocare in serie D il prossimo anno, notizia accolta con dispiacere dalla tifoseria che sognava una stagione da protagonisti nel torneo di Eccellenza, anche dopo l’avvio ad handicap.
Invece, il salto di categoria è diventato un obiettivo sfocato nonostante gli sforzi economici della società, finora improduttivi: tante le risorse investite, a volte in modo impulsivo, per assistere ai successi degli altri.
Il primo posto è un traguardo praticamente irraggiungibile (notevole la distanza dalla vetta) ma come se non bastasse è arrivata pure l’eliminazione dalla Coppa Dilettanti per mano del Bisceglie, una mazzata che ha bruciato, quasi del tutto, sogni e speranze dei rossoblù.
Perché per provare ad agguantare la D, ora resterebbero a disposizione solo gli eventuali playoff, ammesso che il Taranto riesca a disputarli (comanderà la matematica). Stagione, per adesso, decisamente incolore e infarcita di scelte spesso poco felici (deleterio il cambio in panchina Danucci-Panarelli così come l’arrivo di troppe prime donne) che non hanno dato stabilità al progetto e continuità al rendimento della squadra. Peccato perché con una società così forte alle spalle, la piazza avrebbe meritato ben altri risultati.
E adesso si ritrova di fronte al rischio, concreto, di inaugurare il nuovo “Iacovone” nel campionato di Eccellenza, non proprio il massimo dopo anni di umiliazioni e sofferenze.
La società prova abilmente a tenere tutti tranquilli, con parole di sostegno verso il popolo tifoso, invitato a mantenere equilibrio e fiducia nel percorso avviato, mossa dovuta, nel momento più deludente della stagione.
I dirigenti meritano rispetto, su questo non ci piove, ma un senso di scoramento è normale, poiché l’annata non è stata all’altezza delle aspettative. E perdere in Eccellenza fa ancora più male.