CRONACHE TARANTINE
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Reagire, accantonare Bisceglie e rituffarsi sul campionato. Facile a dirsi, complicato da mettere in pratica. Gli aspetti psicologici sono determinanti nel cammino di un Taranto che vede scivolare tra le mani i vari obiettivi di stagione.
Il tecnico Ciro Danucci ha il duro compito di rimodulare la concentrazione dei suoi giocatori e provare a trarre il massimo dalle prossime sfide di Eccellenza. Ora si pensa all'Ugento, il mirino deve essere fisso. L'allenatore rossoblù entra in argomento. "E' normale che dobbiamo ottenere la vittoria, l'Ugento in casa ha sempre fatto buone gare. Siamo reduci da una partita particolare, c'è da recuperare forze fisiche ed energie mentali. Abbiamo qualche problema di formazione, faremo di necessità virtù".
Si teme un contraccolpo psicologico dopo il ko di Bisceglie, ma Danucci deve anche fare chiarezza sulle condizioni atletiche dell'organico a disposizione. "Mi auguro che ci sia comprensione in alcune valutazioni. Prima della gara di Bisceglie non volevo dare troppe informazioni sullo stato fisico dei miei giocatori. Abbiamo completamente fermi Trombino, Labianca e Hadziosmanovic. Derosa è squalificato. A Bisceglie Marino e Magalhanes erano squalificati, Delvino si è reso disponibile con appena due allenamenti nelle gambe, Incerti non era al meglio, Zampa aveva avuto la febbre il giorno prima, Loiodice e Aguilera non avevano tanti minuti nelle gambe. Anche Losavio e Guastamacchia erano incerottati. Ai ragazzi non rimprovero nulla, il Bisceglie a parte il gol non si è reso mai pericoloso, stavamo gestendo bene. Si poteva fare meglio, ma non eravamo nelle migliori condizioni".
Troppi infortuni, la lente di ingrandimento converge sul richiamo di preparazione del mese di dicembre.
"Siamo i primi a fare un esame di coscienza in merito ai tanti infortuni. Non so cosa abbia fatto il gruppo nel periodo in cui non c'ero, non voglio dire cose che non conosco. Nel mio periodo di gestione non avendo una base solida per assenza di ritiro, le gare ravvicinate possono avere inciso. Forse allenandoci a San Giorgio Jonico si sono create delle difficoltà specie nel periodo invernale, i problemi agli adduttori e al pube possono derivare da questo problema. Ora l'obiettivo è provare a recuperare più giocatori possibili".
Nel post gara di giovedì Danucci ha parlato di carenza di personalità. Il tecnico allarga il ragionamento. "Ho parlato di personalità non in senso generale ma in alcuni momenti di gara, specie nella ripresa. Potevamo gestire alcune situazioni di gioco senza lanciare troppo la palla, mi riferivo ad alcune soluzioni che gli elementi più tecnici potevano adottare. Capitano? Ci sono tanti modi di fare il capitano, senza dover alzare la voce o spaccare lo spogliatoio. Ci sono capitani silenziosi che danno ugualmente l'esempio. Questa squadra ha tanti giocatori che possono ricoprire quel ruolo. Mai creduto nei salvatori della patria".
Non si gioca più per vincere in senso lato. Il primo posto (classifica alla mano) e la Coppa Italia non sono strade percorribili. Esiste un obiettivo minimo, quello di raggiungere il migliore piazzamento nella griglia playoff. Danucci allontana i timori di un abbassamento delle tensioni e in una carenza di motivazioni nei giocatori più titolati. "Spero che non ci sia questo rischio. Quando indossi una maglia prestigiosa, il problema non si pone. In ogni gara si deve dimostrare, il passato non conta. Mi aspetto dalla squadra in questo momento difficile, grande attaccamento, maturità e voglia di rivalsa. Sono convinto che possiamo dire la nostra in stagione, ai playoff sarà difficile giocare contro di noi. E' chiaro che sono molto deluso, perché nella doppia sfida contro il Bisceglie penso che avremmo meritato di passare il turno. Ci resta il campionato e dobbiamo fare più punti possibili per rosicchiare qualcosa a quelle davanti e disputare i playoff. Al completo possiamo competere con tutti. Ho chiesto ai ragazzi di lottare fino all'ultimo minuto dell'ultima giornata".
Il Taranto, secondo Danucci, deve essere sempre fedele a se stesso dal punto di vista tecnico e tattico.
"Ognuno vede il calcio a suo modo, si vince e si perde in tutti i modi. Il Bisceglie in attacco ha in organico sei giocatori molto forti e contro di noi aveva tutti gli effettivi. Il calcio di Di Meo è fatto di ripartenze e sfrutta le qualità dei suoi elementi. Il Taranto deve arrivare in modo corale negli ultimi trenta metri, altrimenti fa fatica. Non abbiamo, a parte Loiodice, giocatori abili nell'uno contro uno. Preferisco avere il pallino del gioco, è solo un modo di vedere il calcio".