CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
UGENTO-TARANTO 1-3
MARCATORI Losavio (T) al 19', 29' e 32' p.t. Cordary (U) al 4' s.t.
UGENTO Maggi; Marchionna, Martinez, Aranda, Gamboa; Albin Gomez (45' s.t. Samper); Laena, Scarlino (27' s.t. Vavassori), Rivadero, Boglic; Cordary. (Marzo, De Maria, Zappacosta, Lollo, Schito, Beceiro). All. Manco
TARANTO Martinkus; Sansò, Rizzo, Guastamacchia, Konate; Zampa (32' s.t. Di Paolantonio), Vukoja; Incerti (21' s.t. Marino), Losavio (39' s.t. Magalhaes), Loiodice; Aguilera (21' s.t. Russo). (Mastrangelo, Corallini, Kirliauskas, Magrì, Cellamare). All. Danucci
ARBITRO Lena di Treviso
NOTE Spettatori 300 circa. Ammoniti Scarlino, Russo. Angoli 5-6.
Non era semplice rituffarsi nel campionato, unica ancora di salvezza per il Taranto in ottica promozione. Dopo il ko di Coppa a Bisceglie, i rossoblù spazzano via le scorie di una bruciante eliminazione e ottengono sul campo dell'Ugento la quinta vittoria in fila con un secco 3-1. Ora con undici partite da giocare bisogna avere la forza di tenere la barra dritta e provare a proseguire tale cammino vittorioso in modo da giungere ai sospirati playoff in buone condizioni mentali. Tre punti che portano la firma principale di Losavio, autore di una tripletta già nel primo tempo. Bottino difeso in un secondo tempo poco convincente e disputato con un atteggiamento passivo da parte degli ionici.
Il tecnico Danucci recupera preziose pedine offensive dal primo minuto. Ci sono Loiodice e Aguilera. Difesa rabberciata vista la squalifica di Derosa e l'assenza di Hadziosmanovic. Ci sono tre centrali di ruolo (Konate si allarga a sinistra per l'occorrenza), ma il sistema di gioco resta di base 4-2-3-1, anche se ormai assegnare numeri ai moduli appare soluzione inutile, visto i movimenti continui dei giocatori in campo. In mediana Zampa rileva Di Paolantonio. Ugento con il 4-1-4-1 con Albin Gomez schermo a protezione della difesa. Un paio di striscioni esposti dal centinaio di sostenitori tarantini presenti, sono eloquenti del grado di delusione che si respira nell'aria. Il Taranto parte piuttosto contratto, perde diversi contrasti, stenta a costruire gioco. Alla prima occasione, però, gli ionici passano ed è la classica rottura del ghiaccio. Cross di Incerti, il solito Losavio corregge di testa da pochi passi. L'abbraccio collettivo è una sorta di messaggio circa la volontà di stringersi compatti in questo momento difficile della stagione. Ora la formazione di Danucci appare priva di remore psicologiche. Losavio manca il raddoppio al 23' su cross di Sansò. L'Ugento continua a pressare, ma ora va spesso a vuoto nella sua ricerca di possesso. Martinkus per poco non regala a Cordary la possibilità di pareggiare con un errato controllo di palla. Un brivido cancellato dal contropiede ben orchiestrato da Aguilera che serve Losavio, abile nel superare Maggi e mettere la gara in discesa. L'attaccante rossoblù trova la tripletta personale pochi istanti dopo con la benevola partecipazione del portiere salentino, che si fa sfuggire colpevolmente il pallone. La sfida non ha più storia, i tre punti di fatto assegnati. Il Taranto ne approfitta per ritrovare un po' di gioia nel giocare. La ripresa sembra avere un interesse limitato visto il largo punteggio. L'Ugento prova a rendere il passivo meno pesante, missione riuscita dopo quattro minuti: su tiro di Boglic, Martinkus respinge sui piedi di Cordary che mette dentro. Uno schiaffo che permette al Taranto di ritrovare la giusta attenzione. L'Ugento ha mollato ogni ormeggio, spinge in modo forsennato senza alcuna paura. Laena ha sul piede sinistro la palla del 2-3, il pallone sorvola la traversa. I rossoblù hanno staccato la spina troppo presto. Danucci fa entrare Russo e Marino per dare freschezza ad una formazione un po' assorta. L'Ugento continua ad andare al tiro, i rischi per gli ionici vengono limitati, malgrado il comando della gara sia di fatto passato di mano. Magalahaes, terzo cambio di Danucci, potrebbe timbrare il poker, tiro fermato sulla linea. Finisce 3-1, la strada per un posto playoff prosegue.