CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Lo scorso 25 ottobre 2025 la società, dopo il pareggio casalingo contro il Maglie, imponeva il silenzio stampa motivandolo con, sono parole della nota ufficiale, “la volontà di consentire alla squadra, allo staff tecnico e a tutti i tesserati di concentrarsi pienamente sull’attività sportiva, evitando distrazioni esterne”.
Una decisione non condivisibile, ragionando dalla sponda degli organi di informazione, ma alla quale avevano fatto seguito la sconfitta a Bisceglie e tre vittorie in fila. Il Taranto era terzo in classifica, a due punti dal Brindisi e ad una lunghezza dal Bisceglie. Altri tempi. Ora l’ambiente rossoblù, tecnico e societario, si chiude nuovamente su se stesso. Vigilia di Taranto-Bisceglie senza la consueta conferenza stampa del tecnico Danucci, il presidente Sebastiano Ladisa che annulla un intervento televisivo a Studio100 “rinviando la partecipazione ad un fase successiva, auspicabilmente caratterizzata da maggiore serenità sotto il profilo sportivo e ambientale per la città di Taranto”. Aggiungendo che l’ulteriore provvedimento che costringerà a giocare anche la gara contro il Massafra a porte chiuse “rappresenta un ulteriore elemento di delicatezza in un contesto già complesso”. Non è quindi un momento facile, in cui tutte le ambizioni si sono lentamente sgretolate sotto l’effetto dei risultati deludenti. Se non accadrà nulla di tellurico a livello sportivo, il Taranto sarà costretto ad una nuova stagione di Eccellenza. Nello scenario futuro piuttosto mortificante, c’è l’aspetto positivo che la proprietà Ladisa potrà organizzare per tempo ogni aspetto della nuova annata, confermando o scegliendo gli uomini adatti, facendo tesoro degli errori commessi. Perché, va ribadito come fu sottolineato la scorsa estate, partire con l’handicap tecnico e organizzativo di un ritardo oggettivo poteva rappresentare un fardello pesante che in molti hanno sottovalutato, accecati dalla pretesa di sentirsi a prescindere i migliori di tutti. Poi, è vero, c’era tutto il tempo di rimediare e la società ha provato a farlo, con investimenti tecnici notevoli, che non hanno reso complessivamente come era nelle aspettative. Nel calcio può succedere anche quando si prova a fare. A nove turni dal termine, che poi sono otto con il turno di riposo da osservare, il Taranto si ritrova malinconicamente abbandonato al suo percorso privo di mordente. La vittoria sul Bisceglie potrà essere un’affermazione di prestigio ma effimera alla luce dei reali benefici di classifica e della possibilità di centrare un posto playoff, primo passo verso un finale di stagione che avrà pochissimo sapore. Non sappiamo se si tratti di un silenzio stampa, magari è una pausa di riflessione momentanea. Sicuramente in un clima non proprio disteso, non si ha voglia di fraintendimenti o strumentalizzazioni. Ripetere le stesse dichiarazioni su impegno, alibi, aritmetica, magari, non è più stimolante. Ma ci sarà un momento in cui, riferito soprattutto alla massima dirigenza, bisognerà parlare, spiegare e chiarire. Fare luce su un progetto che non deve fermarsi al primo intoppo. Si giudicherà la stagione, priva di obiettivi centrati. Ma non si giudica il percorso che deve continuare, come fa un gruppo economico che misura il suo investimento su un piano pluriennale, con tutto quello che c’è a corollario a cominciare dall’utilizzo dello stadio Iacovone. Per ora il Taranto ha l’obbligo di andare in campo, non avrà per le prossime due gare interne a Massafra la presenza del pubblico, ma per quanto possa contare c’è una maglia e una dignità da difendere. Non è semplice, ma bisogna provarci. Anche se non siamo tra i professionisti.