CRONACHE TARANTINE
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Occhi da cerbiatto e movenze feline, una sentenza in area di rigore. Francesco Losavio è il vero uomo in più del Taranto di questa contraddittoria stagione di Eccellenza.
Una continuità impressionante, forse macchiata solo da qualche errore ed esitazione nella sfida di Manduria contro l’Acquaviva. I numeri e le prestazioni parlano per lui: diciotto gol in venti presenze. Tutto è cominciato nell’esordio di Bisceglie gettato nella mischia a poche ore dal suo arrivo, tutto si è sublimato nella tripletta agli stessi nerazzurri baresi nella gara di ritorno. Sotto punta e prima punta, giocatore di raccordo e finalizzatore, movimento a venire incontro e movimento a cercare sfogo sull’esterno. Un attaccante multiforme, dotato anche di discreta forza fisica per sfuggire al diretto marcatore. Qualunque sia il futuro calcistico del Taranto, inteso come categoria, il primo tassello della ricostruzione dovrebbe recare il suo nome. Meno reclamizzato di altri suoi compagni, ma il suo contributo è stato totale. Losavio a volte ci ha messo anche la faccia e le labbra da piazzare sotto un microfono. Magari dichiarazioni di circostanza: le scuse ai tifosi, la promessa di dare tutto fino alla fine, affidarsi al lavoro quotidiano per restare in pace con la coscienza. Ma un giocatore parla sempre, e meglio, sul rettangolo di gioco. Quando un pallone transita in area di rigore, Losavio c’è sempre: destro e sinistro fa poca differenza, una incredibile capacità di essere mortifero. Da fermo, facendo perno sulla gamba portante, utilizzando l’altra per girare a rete. Oppure in contropiede, dopo trenta metri di conduzione palla, freddo nel trafiggere il portiere avversario inerme. E’ la radiografia della tripletta realizzata nell’ultimo turno di un attaccante che si combina bene anche con i compagni di reparto. Prima la fortunata simbiosi con Aguilera, motore delle speranze rossoblù dello scorso autunno. Ora un’imprevista connessione con Sante Russo, inventato centravanti di scorta. Gioca bene lui e fa giocare bene gli altri, la squadra in generale. Un giocatore così non bisogna lasciarselo sfuggire.