CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Metti un pomeriggio di marzo, di quelli che ti accorgi come la primavera sia alle porte, la luce che tarda a calare e i tramonti sono sempre più intensi.
Lo stesso pomeriggio che il tifoso del Taranto trascorre davanti alla televisione, non per soffrire per i colori rossoblù. Ma per chiedere che la fortuna altrui diventi la sua fortuna. Ci sono quelli che hanno decisamente evitato il sordido patema. Ma ce ne sono tanti altri che hanno seguito il destino del Bisceglie nella gara andata dei quarti Coppa Italia di Eccellenza in terra calabrese. Più appeal e sicuramente più coinvolgente di una Kings League. Tifare è un verbo forse che in pochi hanno scomodato, ma allo stato attuale se il Taranto ha una possibilità, peraltro poi tutta ancora da guadagnare lungo un percorso tortuoso, di approdare in Serie D, è quella di sperare che la squadra barese arrivi fino in fondo alla specifica competizione nazionale. Sì, quelli che festeggiano con il doppio dito medio, quelli che è “meglio parlare poco perché tanto siete fuori dai playoff”. E verrebbe da agitarsi sulla poltrona, da serrare i pugni in un fremito furioso, ripensare ad una stagione ricca di delusione in proporzione ai propositi e alle ambizioni sbandierate, guardare oltre e ghiacciare al solo pensiero di ripartire a certe latitudini calcistiche. Ma la realtà a volte supera ogni fantasia, anche la più sinistra. Il campionato ha detto purtroppo che delle tre strade solcate a dicembre dall’allora presidente Vito Ladisa nessuna ha trovato sbocco. Non si era presa in considerazione una quarta, una lunga circonvallazione, ricca di saliscendi, un tratto iniziale di un percorso in cui il Taranto è passeggero interessato ma inerme. Una sorta di autostop che potrebbe avere ad un certo punto la sventura di considerare il Taranto un ospite indesiderato tale da essere lasciato a piedi, si spera non in mezzo al nulla. Il Bisceglie fa 0-0 contro il Città di Luzzi, poco spettacolo e tanto agonismo. Novanta minuti che tengono tutto aperto, significa che mercoledì 11 marzo si ripete lo stesso rituale, stavolta al Ventura dove il Taranto ha trovato territorio ostile sia in campionato che in Coppa Italia. In attesa di consumare gli ultimi sei capitoli di un campionato privo di sapore, gestendo un lungo periodo di sosta (domenica 8 marzo i rossoblù riposeranno e si torna in campo il 15 marzo in casa contro il Racale), non rimane altro. Sperando che i consuntivi finali possano essere rinviati. Alla fine di questo percorso magari si ringrazierà anche del “passaggio”. Poi il Taranto, l’ultimo tratto di strada verso la D, eventualmente, dovrà essere in grado di compierlo da solo.