CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
L'orgoglio è un sentimento complesso. Abbraccia un ventaglio di derivazioni: si oscilla tra la fiera rivendicazione di una pretesa nobiltà e l’ostinato rifiuto di accettare l’altrui mano protesa.
Si fa un gran parlare, in questa discesa di stagione, della necessità di accettare supinamente il regalo che eventualmente il Taranto beneficerebbe dal Bisceglie e dal suo fruttifero risultato in Coppa Italia di Eccellenza. Strada più breve per permettere ai rossoblù di disputare la fase ad eliminazione diretta. Qui l’orgoglio, lo diciamo francamente, è doveroso attenuarlo e anzi metterlo da parte. Non assumere pose sbonistiche, ma accettare senza indugio tutto quello che la fortuna è in grado di donare. Spingere idealmente il Bisceglie verso la finale e, perché no, gioire successivamente se l’avversario dell’ultimo atto sarà l’Alessandria già sicura della promozione. In automatico scatterebbe il privilegio anticipato, prima che il campionato emetta i suoi verdetti definitivi. Certo, sarebbe motivo di orgoglio, nel senso buono, far coincidere il primo scenario con la riduzione della distanza a meno di sette punti, così da certificare un andamento più che positivo che, in questo momento, permette al tecnico Danucci di rivendicare un +2 in classifica rispetto ai nerazzurri dal momento del suo ritorno in panchina lo scorso gennaio. Mancano quattro gare e il divario potrebbe ancora di più assottigliarsi, scrutando il calendario che vede il Taranto terminare la stagione con tre gare interne (la ripresa è programmata per l’8 aprile nel derby contro il Massafra) e la trasferta di Brindisi. Percorso diametralmente opposto al Bisceglie con tre trasferte e la sfida casalinga contro il Canosa, reso magari più accidentato dalla variabile psicologica che potrebbe fungere da elemento di ulteriore rallentamento. Scartare a priori e allontanare di netto l’opzione (sempre con vista playoff) di un Bisceglie eliminato in semifinale di Coppa e avvicinato in campionato al di sotto dei sette punti di distanza. Anche qui l’orgoglio sarebbe meglio non esibirlo o per di più evitare di lanciare un proditorio guanto di sfida. Affrontare il Bisceglie in un’eventuale finale regionale di playoff, per giunta su campo avverso (due sconfitte in stagione tra campionato e Coppa), sarebbe operazione da non praticare sebbene il Taranto non abbia tecnicamente nulla di cui sentirsi inferiore. E poi ci sarebbero sempre quelle componenti psicologiche di cui tenere conto. No, meglio prendersi l’aiutino subito, cerchiato già di rosso il 15 aprile, data del ritorno di semifinale Boreale-Bisceglie. Ciro Danucci ha dichiarato più volte che “ai playoff il Taranto sarà un duro avversario per tutti”. Non vediamo l’ora di tramutare in concreto e verificare sul campo questo monito accorato e convinto.