CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
TARANTO-TAURISANO 1-0
MARCATORE Sanso al 1' s.t.
TARANTO Mastrangelo; Hadziosmanovic, Rizzo, Konate, Sansò (35' s.t. Monetti); Di Paolantonio (23' s.t. Zampa), Vukoja; Incerti (14' s.t. Marino), Losavio (35' s.t. Derosa), Loiodice (38' s.t. Russo); Aguilera. (Martinkus, Delvino, Kirliauskas, Trombino). All. Danucci
TAURISANO Rollo (28' s.t. Negro); Polo, Cabrera, Solidoro (35' s.t. Fayoseh), Romano; Quarta (28' s.t. Caruso), De Vasconcelos, Maiolo (28' p.t. D'Ettorre); Garcia, Falciano Santos; Mingiano. (Lezzi, Bello, Ponzo, Ferraiuolo, Lombardo) All. Oliva
ARBITRO Regina di Molfetta
NOTE Spettatori 800 circa. Ammoniti Garcia, Vukoja. Angoli 2-2.
Tre punti come contro il Massafra: brutti, sporchi e utili. Il successo sul Taurisano contiene le stesse modalità di pochi giorni fa. Un Taranto abile nel passare in vantaggio (gol lampo di Sansò), ma in costante sofferenza, incapace di chiudere la sfida, bravo nel difendersi con ordine. Una squadra che piace meno a livello estetico, che bada alla concretezza. Non sappiamo se il clima di pessimismo percepito da Danucci alla vigilia sia stato spazzato. Certamente è una squadra che in una giornata è tornata prepotentemente in area playoff (il distacco dal Bisceglie è ora di quattro punti). E mercoledì in Coppa Italia si attendono altre buone notizie.
Nuovo impegno di campionato dopo quattro giorni, ma Danucci sceglie la linea della continuità tecnica. Solo due variazioni negli interpreti rispetto al derby: Incerti per Derosa, con il posto di Monetti che viene preso da Sansò nel reparto under. In difesa Rizzo rileva l'infortunato Guastamacchia. Per il resto solito 4-2-3-1. Il Taurisano risponde con Garcia alle spalle di Falciano Santos e Mingiano (4-3-1-2). Cosa fa la curva? L'atteggiamento non muta nonostante la nota societaria che invitava all'unità di intenti. Attende a tifare dieci minuti e quando lo fa "pretende di meritare di più". Il clima, insomma, è leggermente frizzante, tendente all'astioso. I rossoblù devono tirare dritto e non perdono tempo. Le lancette non hanno superato il minuto pieno che il Taranto è già in vantaggio (44 secondi): Loiodice fa correre Sansò sulla corsia mancina e l'under al ritorno da titolare indovina l'angolo alto. Ancora un giro di lancette e il Taranto sfiora il raddoppio. Su tiro di Aguilera respinge Rollo, ma Hadziosmanovic e Loiodice non trovano la coordinazione per mettere ko il Taurisano. Si è compreso che non è la squadra vista annaspare nel derby. L'inizio è bruciante, anche perché i granata non adottano un comportamento utilitaristico. E con Falciano Santos scuotono i riflessi di Mastrangelo che si rifugia in angolo. E' un segnale di come la gara tenda a riequilibrarsi, con un Taranto che comincia a fallire qualche appoggio e a perdere qualche contrasto di troppo. Squillo di Losavio al quarto d'ora, deviazione aerea di Aguilera. Gli ionici mettono sul piatto l'evidente superiorità tecnica e individuale. Sono episodi che determinano un profondo indirizzo di stile della sfida con il Taranto ora totalmente in controllo. Loiodice cerca la giocata, si rende utile in qualche ripiegamento difensivo, è comunque ancora lontano dallo standard qualitativo che in tanti pretendono. Hadziosmanovic spinge forte sulla destra, manca la finalizzazione. Si scivola verso la fine della prima frazione senza particolare fremiti. Il vantaggio minimo non consente distrazioni, anche perché i risultati dagli altri campi sorridono alquanto. Si gioca sempre a viso aperto, Incerti (discreto il suo ritorno) con un diagonale sfiora il palo in avvio. Si balbetta un po' in mezzo al campo, Vukoja e Di Paolantonio non sono brillanti, il gioco fluisce con difficoltà. Mastrangelo si conferma portiere affidabile e respinge su conclusione di Falciano. Gli ospiti spingono con audacia, il pubblico comincia a spazientirsi. Marino rileva Incerti per fornire più sostanza. La squadra sembra un po' appensantita, non accompagna lo svluppo offensivo con tanti uomini. E non siamo nemmeno a metà ripresa. E soprattutto presta il fianco alle ripartenze altrui vanificate da vistosi errori tecnici. Zampa per Di Paolantonio è un ulteriore cambio teso al controllo del vantaggio. Si soffre abbastanza, anche se i pericoli cominciano ad evaporare con il passare dei minuti. In una delle poche riproposizioni, Loiodice manca il tiro a giro sul secondo palo. Danucci allunga la coperta, toglie Losavio e inserisce Monetti, si declina verso il 4-3-3. Ora la squadra sembra aver trovato una sistemazione più logica. E infatti il Taurisano non incute più timore. Cinque minuti di recupero in apnea e poi l'urlo liberatorio. Forse, nonostante tutto e a questo punto della stagione, un briciolo di ottimismo in più sarebbe doveroso.