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Foto Studio R. Ingenito

I giorni si assottigliano, stiamo entrando in clima playoff. Il primo ostacolo si chiama Canosa e il Taranto si prepara probabilmente potendo attingere all’intera rosa.

Anche il difensore Guastamacchia è sulla via del recupero e avere una settimana ulteriore per immettere benzina nel serbatoio e monitorare individuali situazioni fisiche aiuta al progetto. Allora per entrare in argomento, nella settimana che conduce al primo dei cinque passi auspicabili verso la Serie D, bisogna anche guardarsi indietro e analizzare i due incroci di campionato, che vogliono dire il giusto in ottica sfida di playoff che, è bene sottolinearlo, sarà un altro tipo di scenario. Perché la gara secca raggruma emozioni e riserva dietro ogni episodio una possibile svolta. Perché ogni gara ha un suo connotato e perché i playoff sono un torneo avulso dalla canonica giornata di campionato. Però qualche spunto si può ricavare dal doppio scontro diretto che, specie in una gara, ha fornito chiare indicazioni. Il 2 novembre 2025 Taranto-Canosa cade alla dodicesima giornata. E finisce con un eloquente 3-1. E’ la gara del battesimo della coppia di punta Aguilera-Losavio (entrambi in gol), il primo all’esordio assoluto proprio da ex. Tre punti che servono alla formazione di Ciro Danucci per operare il sorpasso in classifica. Prima gara da mediano per Vukoja, Loiodice è ancora un’ipotesi lontana. In 48 minuti i rossoblù orientano la gara e vanno sul 3-1 con il tris in apertura di ripresa di Monetti, poi l’autorete di Marino fornisce un po’ di pathos, ma è solo un episodio illusorio. La squadra, come in questo lungo avvicinamento ai playoff, è in silenzio stampa. Il Taranto schiera l’abituale 4-2-3-1, mentre il Canosa di De Candia subentrato in panchina da poco più di un mese offre un prudente 3-5-2 con Strambelli in appoggio a Di Piazza. Strambelli non c’è più, possibile che De Candia possa optare per un tandem offensivo pesante con lo stesso Di Piazza e Croce (come al ritorno), anche se il rischio di isolare due attaccanti di limitata mobilità non va tralasciato nel piano tattico del confronto futuro. Il Canosa con il ko di Taranto allunga una striscia negativa di un punto nelle ultime quattro trasferte e se vogliamo trovare un neo al percorso dei baresi, c’è proprio il rendimento lontano da casa: rivedibile nel girone d’andata con due vittorie (non conta l’1-0 contro il Foggia Incedit), due pareggi e quattro sconfitte, sicuramente confortante nel girone di ritorno con sette successi, due pareggi e la sconfitta contro il Brilla Campi. L’1 marzo 2026 il Taranto a sette turni dal termine ha un orizzonte piuttosto limitato. Freddato dall’eliminazione in Coppa Italia, i ragazzi di Ciro Danucci, tornato in panchina dopo l’interregno Panarelli, strappano uno 0-0 che serve a poco in una giornata dove Brindisi (+11) e Bisceglie (+6 con due gare da recuperare) allungano ancora in classifica. L’ipotesi playoff, limitato come obiettivo tramite il solo campionato, appare davvero un miraggio. Saremo smentiti alla grande, in parte grazie ad aiuti esterni. Del Taranto dell’andata si ritrovano quattro elementi (Zampa è il finto trequartista a destra), del Canosa che non si schioda dal 3-5-2, ci sono cinque confermati. Primo tempo discreto degli ionici, ripresa con il fiato corto e sterile supremazia dei biancorossi che non impegnano più di tanto Mastrangelo confermato dopo il 5-1 sul Bisceglie. A breve ci sarà il terzo atto, con altre componenti psicologiche. C’è un fattore campo da difendere per i rossoblù, c’è il chiaro vantaggio di poter contare anche sul pareggio, passando come ipotesi limite per i supplementari. Certamente i due precedenti dicono che il Taranto non può e non deve fare calcoli. Quando ha voluto esprimere il suo potenziale di qualità, quando ha dato ascolto alla personale proposta di gioco, infatti la differenza tecnica è stata marcata.

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