CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
TARANTO-APICE 3-1
MARCATORI Pesce (A) al 12', Loiodice (T) al 43' p.t., Aguilera (T) al 22', Losavio (T) al 40' s.t.
TARANTO Mastrangelo; Sansò (16' p.t. Delvino), Konate (29' p.t. Rizzo), Guastamacchia; Derosa; Di Paolantonio (38' s.t. Marino), Vukoja; incerti, Losavio, Loiodice (45' s.t. Trombino); Aguilera (28' s.t. Russo). (Martinkus, Labianca, Zampa, Monetti). All. Danucci
APICE Fusco, Colarusso, Urgioli, Mercaldo, Perretta; Evangelista, Mincione, Potenza (29' s.t. Onesto); Pesce (29' s.t. Kouyate); Romeo (6' s.t. Ruggiero), Schinnea. (Caroraso, Sanginario, De Stefano, Dimitrov, Vernacchio, Paolillo). All. Cioffi
ARBITRO Guacchione di Collegno
NOTE Spettatori 1.800 circa. Ammoniti Guastamacchia, Urgioli. Angoli 1-1.
Primo round al Taranto. L'impatto con i playoff nazionali di Eccellenza è stato più duro del previsto, anche se le avvisaglie c'erano tutte. L'Apice si è confermata squadra organizzata e di buon livello tecnico, forse poco fisico e difensivamente carente. Ma il Taranto vince per 3-1 perché alla fine la qualità emerge e mostra il conto. Un successo sofferto se si guarda alla prima mezzora affannosa, meritato oltremisura se si visiona la restante parte di gara. Un risultato che mette di buon umore pensando al ritorno di domenica prossima. Per sostituire lo squalificato Hadziosmanovic (si sentirà parecchio la sua assenza), il tecnico Danucci sceglie la soluzione dello spostamento di Sansò a destra e l'inserimento di Derosa sulla corsia opposta. Per il resto tutto confermato. Loiodice, con fascia di capitano, c'è. Apice con il 4-3-1-2 con Pesce dietro le punte Romeo e Schinnea. L'atmosfera è rovente, la temperatura sale ogni giorno che ci si avvicina all'obiettivo. Apice squadra di palleggio, il dinamismo appare l'arma principale dei biancazzurri. Taranto che ribalta l'azione imbeccando le punte con immediate verticalizzazioni. Il primo pericolo lo porta Loiodice: colpo di testa a lato al 9'. Un'uscita maldestra di Mastrangelo, complice il vento, su punizione di Evangelista provoca un maledetto brivido sulla schiena. Un'avvisaglia del gancio alla mascella portato da Pesce che batte Mastrangelo con un rasoterra preciso. Il colpo diretto scuote il Taranto: un paio di mischie vengono sventate con affanno dalla difesa ospite. Sansò esce in barella, al suo posto Delvino. La reazione almeno nervosa c'è. Non si attacca per manovra, spesso il Taranto viene trasportato da impeti individuali. Apice che regge il confronto, a volte sapientemente raffredda gli animi con furbe perdite di tempo. Su una insistita azione di Aguilera il pallone arriva a Incerti che trova l'opposizione del portiere, la ribattuta arriva sul mancino di Loiodice che spara alto. Danucci è costretto ad un secondo cambio forzato: Konate si arrende (caviglia), entra Rizzo. Il lancio lungo sulle punte diventa una soluzione reiterata. La pressione diventa incessante, ma anche estemporanea e frutto di poca lucidità. La difesa dell'Apice non sembra irreprensibile e pare soffrire la fisicità degli ionici, in qualche modo rimedia anche perché il Taranto risulta impreciso al tiro e in rifinitura. Serve un episodio che puntualmente giunge in soccorso: Loiodice crossa, Colarusso con il braccio largo ferma l'assist in mezzo e induce l'arbitro a concedere il rigore. Loiodice trasforma spiazzando Fusco. Quasi allo scadere di tempo, ci voleva. Ma la frazione non è conclusa, il Taranto prova a sfruttare il momento e lo slancio del pari acquisito. Loiodice scalda i guantoni a Fusco, Vukoja sulla respinta manda alto con poca coordinazione. La squadra di Danucci ha mollato le remore mentali e imposte anche dal punteggio contrario, chiude in avanti e lancia un messaggio. La ripresa deve iniziare con il medesimo impeto. E c'è ora il vento a favore. Cioffi toglie una punta Romeo e inserisce un trequartista (Ruggiero alle spalle di Schinnea e dell'avanzato Pesce). La ripresa è meno frenetica, quasi assopita. Il Taranto non sente l'urgenza di andare allo sbaraglio, si ragiona sempre sul doppio confronto. Un tiro cross di Loiodice crea scompiglio davanti a Fusco. Di Paolantonio sale di tono nelle due fasi. Loiodice tira alto dopo una ficcante ripartenza. La superiorità del Taranto non è diffusa, ma c'è. Derosa al 22' scende sulla fascia, il cross è radente ed è concluso da un'irruzione di Aguilera che segna ed entra in porta con tutto il pallone. La rimonta è completa, ma il Taranto giustamente non si accontenta. Urgioli rischia grosso in palleggio e Aguilera per poco non lo punisce. Ora lo stadio Italia spinge forte. Russo rileva uno stremato Aguilera. I giocatori campani cascano con troppa facilità. Cioffi varia anche interpreti in fase offensiva ma resta il 4-3-1-2 originario. L'Apice abbozza una pressione, il Taranto conserva con agio il prezioso vantaggio. Pochi minuti anche per Marino. Che ha il merito di innescare il contropiede risolto con un dosato pallonetto di Losavio. L'entusiasmo si condensa e si rafforza. Ora c'è da fare un ultimo passo prima della finale.