CRONACHE TARANTINE
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Si pretendeva un successo in questo delicato primo match di semifinale playoff. Si auspicava anche un bottino di reti adeguato per rendere la gara di ritorno leggermente più accessibile.
Il Taranto ha ottemperato ai desideri della vigilia. Il 3-1 ci sta, in tutti i sensi. Fotografa l'andamento della sfida con un avvio affannoso e un ritorno forsennato. Ora la seconda partita in terra beneventana fa meno paura. Il tecnico Ciro Danucci analizza la partita dopo tre giorni di febbre. "Era una gara difficile, in semifinale sono arrivate squadre forti. L'Apice si è confermata una formazione temibile. Siamo stati bravi nonostante lo svantaggio a restare in partita. Potevamo pareggiare prima, il rigore ci ha permesso di entrare più tranquilli nella ripresa. Bravi ad andare sul 3-1".
Gli attaccanti hanno timbrato una rete pesante, il giusto premio per un gruppo che si sta cementando sempre più.
"Sono contento che abbiano segnato gli attaccanti. Losavio de Aguilera fanno un grande lavoro di sacrificio, Loiodice ha disputato una grande prova. Ma sono felice per la prestazione di tutti. Ma devo lodare anche Delvino e Rizzo che sono entrati subito in partita con grande personalità. Peccato per i due infortuni, speriamo che non sia nulla di grave". Per Sansò si teme un infortunio serio al ginocchio.
Il 3-1 non mette al riparo dalle oggettive difficoltà che la sfida ad Apice proporrà.
"Dobbiamo preparare bene la partita in terra campana, la qualificazione è ancora da conquistare perché abbiamo capito che l'avversario è di qualità".
Ancora una volta il pubblico è stato decisivo vera forza trascinante.
"Lo stadio pieno è stata una bella sensazione, mi auguro che i nostri tifosi possano seguirci anche in trasferta".