CRONACHE TARANTINE
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Un piccolo passo e sarà finale nazionale. Il Taranto ci prova. Ha i numeri dalla sua parte. Si parte dal 3-1 dell'andata e non è un vantaggio da poco.
Ora c'è il ritorno delle semifinali playoff ad Apice (inizio ore 16), piccolo microcosmo della provincia di Benevento, impossibile da raggiungere per i tifosi tarantini dato il divieto posto dalla Prefettura locale. Ma il Taranto ha anche questioni tecniche da esibire, palesate nella prima sfida in modo evidente. Servirà una gara accorta, ma anche una gara di personalità perché il vantaggio robusto non va solo difeso. Per di più viste le indisponibilità che hanno falcidiato il reparto difensivo. Non ci sarà Hadziosmanovic che deve scontare il suo secondo turno di squalifica. Non ci saranno Sansò e Konate per i problemi fisici rimediati nella prima gara a Massafra. Scelte obbligate con Delvino e Derosa sugli esterni, Rizzo e Guastamacchia a comporre l'asse centrale. Il tecnico Ciro Danucci mostra fiducia. "Non siamo partiti male all'andata. E' una semifinale, incontriamo una squadra forte, bisognava studiare l'avversario. Sono stato contento della reazione della squadra. Mi aspetto una partita di ritorno molto dura, voglio un Taranto maturo e battagliero". E sull'atteggiamento? "Il 3-1 non ci deve condizionare, bisogna giocare come se partissimo dallo 0-0. Abbiamo l'obbligo di fare la nostra partita, sempre. Tenendo il pallino del gioco, non ho parlato del vantaggio accumulato, anche se rispettiamo molto l'Apice".
Si passa dall'emergenza difensiva, Danucci cerca di guardare oltre ben conscio di avere valide alternative. "Abbiamo subito due infortuni nello stesso reparto, Konate ha una piccola speranza di recuperare. A livello numerico queste defezioni ci creano qualche problema, chi giocherà comunque mi dà ampia affidabilità."
Ma sulla formazione non sono previste variazioni clamorose. "Sono tutti preparati e tutti possono giocare. Ho visto bene il gruppo, carico e concentrato. Mi tengo qualche dubbio fino alla fine. Centrocampo? Potrebbe esserci qualche cambiamento, è a metà campo che si vincono le partite, ma le valutazioni sono tante nello stendere la formazione".
E' opinione diffusa che il girone pugliese fosse di un livello molto alto, ma Danucci spiega l'impatto con la fase nazionale ritenendo che alla fine questi valori, soprattutto nelle fasi conclusive, tendono ad equilibrarsi. "Spesso si commettono errori nel valutare i vari gironi. Il raggruppamento pugliese era competitivo e duro, c'erano tante squadre ben costruite, ma anche gli altri gironi hanno le loro qualità. L'Apice è una buona squadra come lo è il Gladiator con le proprie caratteristiche. Nelle fase finali nulla è facile, sbagliare il meno possibile. fare gare intense, sono tutte gare complicate".
Non ci saranno tifosi al seguito, Danucci esprime la sua opinione. "Purtroppo dispiace. A Massafra vengono i tifosi delle squadre avversarie, ai nostri sostenitori non viene data la stessa possibilità. Era una trasferta tranquilla, si poteva gestire la situazione. E' un peccato perché sono sfide importanti, si poteva godere di una bella giornata di sport, anche a noi piacerebbe avere tale supporto".
Intanto si conosce il nome della prima finalista. Il Gladiator dopo il 3-2 dell'andata si è imposta anche in trasferta sul campo del Matese per 2-1,