CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Tecnicamente saremmo ancora all'interno della stagione 2025/26. Ma saremmo altrettanti ingenui da non comprendere che siamo già proiettati verso la prossima annata calcistica.
Danilo Pagni interviene, ha voglia di parlare (tanto) e precisare. Il direttore sportivo del Taranto, ufficialmente ancora non confermato, si comporta però come se lo fosse già stato. In mezzo a questioni legate allo Iacovone e alla sua gestione, nodo cruciale per l'impegno anche prossimo della proprietà Ladisa, si incastrano le vicende più legate al calcio giocato. Da qualche giorno, però, siamo entrati a piedi uniti soprattutto nel calcio parlato, dove le trattative di mercato cominciano a farla da padrone. Proprio il calciomercato e le sue dinamiche, le indiscrezioni già spuntate intorno al Taranto futuro spingono Pagni a fare una prima complessa ricostruzione degli ultimi fatti.
"Per non generare confusioni con notizie fuorvianti e prive di contenuto, voglio fare chiarezza. Non è mai capitato di leggere ogni giorno tanti nomi di allenatori e calciatori, non è un modo di tutelare la società e volere bene al Taranto. Si fa il gioco a favore di chi vuole alzare i prezzi o vuole farsi pubblicità. La ferita sanguina ancora, qualcuno ha anche gioito della nostra sconfitta, ma vorrei lanciare questo messaggio: questo andazzo ci crea difficoltà. La nostra linea è di rispetto verso chi ha lavorato per noi, squadra e allenatore. A giorni, ad esempio, incontrerò Danucci e capiremo se ci sono margini per andare avanti. Questo non significa che i miei effimeri sondaggi non li abbia fatti per sviluppare un progetto tecnico. In caso di Serie D mai intrapreso discorsi con giocatori come Malcore, ho chiamato un solo giocatore prima della finale, ma lo tengo per me. Ora possono proporci tanti elementi, ma prima voglio sedermi principalmente con chi ha lavorato con noi".
Ma è pur sempre calciomercato, la fiera delle notizie da dosare o sparare. "Con Auteri, ad esempio, parlo da anni. In C ha fatto cose straordinarie, che abbia avuto parole dolci per il Taranto lo ritengo un fatto eclatante. La programmazione è fatta ogni giorno, si lavora anche sui giovani, ci sono delle priorità come testimoniato dalla nota della società dei giorni scorsi. Ad esempio il Taranto ha bisogno di una casa. Loiodice? E' impensabile giocare la domenica e il giorno dopo che sia impegnato in altre superfici e altre competizioni. L'abbiamo accettato, anzi subìto. Giocatori tesserati con noi non parteciperanno a tornei come la Kings League".
Piccolo passo indietro. "Il bilancio della stagione scorsa è obiettivo, mi accollo la valutazione dell'intera stagione anche quando non c'erano materiale tecnico e palloni. Senza una grande società non saremmo comunque arrivati a giocarci ugualmente la promozione. Per gli sforzi fatti il giudizio è più che sufficiente non può essere sicuramente ottimo, al netto anche di errori arbitrali, cito la gara di Apice".
Sulla sua permanenza Pagni sembra aver sciolto la riserva. Sono lontane due settimane certe dichiarazioni piuttosto eloquenti. "Non resto in Paradiso a dispetto dei santi". Ora Pagni tende ad investire anche sulla prossima annata perché "i contratti li ho messi all'ultimo posto. Un triennale è andato nel tritacarne ai tempi d'D'Addario, ho lasciato un accordo in mano a Giove. Con la proprietà abbiamo sempre parlato di programmazione. Ho un rapporto schietto che mi fa crescere. E' vero, ho detto quella frase, ma non c'è stato un problema. Sono stato fermo un anno e mezzo, mai pensato al mio contratto. Molti miei colleghi si sono proposti e non ne ho tenuto conto. Quando non sarò più apprezzato, alzerò la mano e andrò via".
Oltre ad argomenti tecnici, c'è una questione Iacovone sul piatto. "La società ha fatto un comunicato, sappiamo quello che è successo prima e dopo Taranto-Gladiator. Sullo Iacovone è giusto che parli il club. Ma a Bari per 10 anni hanno dato lo stadio gratis, a Lecce si paga 80.000 di canone. Sono numeri. Oggi abbiamo un stadio che riempie di orgoglio, ma siamo in Eccellenza". Ma in termini futuri c'è ancora da definire completamente la categoria di appartenenza del prossimo Taranto. "Esistono dei criteri seguiti da professionisti. I gravi provvedimenti presi per i fatti di Taranto-Gladiator, oltre alle situazioni pregresse, ci spingono ad essere realisti. Noi ragioniamo per programmare il meglio".