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Foto Studio R. Ingenito

 
Il Taranto non lascia nulla di intentato sulla questione ripescaggio.

Bisogna subito sottolineare come gli sforzi della proprietà Ladisa siano incentrati a non volere un giorno rimpiangere scelte non operate al momento opportuno. Si inserisce in questo momento la decisione del club rossoblù di presentare domanda di ripescaggio e conseguentemente adottare tutte le misure per sensibilizzare il massimo organo federale nazionale sulla questione Taranto, stimolando un decreto apposito. Sebastiano Ladisa, massimo dirigente del Taranto, spiega le ragioni di queste mosse. “Abbiamo preso queste iniziative perché c’è la volontà di tentare tutte le strade possibili. C’è una domanda di ripescaggio classica che segue le regole NOIF con i relativi punteggi e obiettivamente questo percorso ci vede in ritardo rispetto al quadro generale. In caso di mancate iscrizioni di un cospicuo numero di club, se sia richiesto un fabbisogno di società ulteriore, potremo usufruire di questa possibilità. La seconda via è quella di provvedimento ad hoc, seguendo l’esempio della Florentia Viola del 2002. In quel caso la competenza della decisione spetta solo alla FIGC”. Qualche giorno fa proprio Sebastiano Ladisa aveva affermato come le percentuali di accoglimento della domanda siano ridotte. “In realtà non è cambiato nulla, c’è la consapevolezza che sia molto arduo ottenere il ripescaggio. Ma questa società vuole essere in pace con se stessa e provare ogni soluzione possibile per il bene della città e dei suoi tifosi”.

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