CRONACHE TARANTINE
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Tanta curiosità, tante aspettative. Il Taranto parte nella sua seconda stagione di Eccellenza con maggiori certezze e ambizioni più spinte.
Alberto Giuliatto, nuovo allenatore rossoblù, finora non si è mai sottratto all’oggettiva responsabilità. E non lo fa nemmeno alla vigilia del debutto in campionato contro il Cosmano Foggia. Si gioca in campo neutro, al Dimitri di Manduria, prima di tre gare casalinghe a porte chiuse (le altre due allo Iacovone, una di Coppa Italia). La presenza dei Giochi del Mediterraneo forse ha aumentato leggermente il cono d’ombra sulla squadra ionica, ma siamo certi che emesso il fischio d’inizio della prima partita, tutto sarà ricollocato al giusto livello di attenzione. Giuliatto pone sul tavolo i primi argomenti di stagione. A cominciare dalle sensazioni personali. “L’emozione è grande come la responsabilità. E’ un onore guidare una squadra come il Taranto, conosciamo l’obiettivo e non vediamo l’ora di partire. La pressione è uno stimolo, chi è venuto a Taranto sa in che piazza è arrivato. Io mi auguro che tra qualche domenica l’uomo in più possano essere i cinquemila o i diecimila presenti allo Iacovone. Il traguardo finale non ha bisogno di queste negatività”. Si cerca di fotografare il momento attuale soprattutto dal punto di vista dell’impostazione di gioco.
“L’idea è dominare la partita, voglio una squadra che sia offensiva al punto giusto, dobbiamo essere equilibrati per non prendere le ripartenze altrui. La prima gara è sempre un punto di domanda per tutti, vogliamo ottenere la prima vittoria stagionale. Il Cosmano Foggia? Abbiamo un ottimo staff e ci sono giunte le informazioni relative. Le squadre neopromosse non hanno nulla da perdere, ma noi siamo il Taranto: vogliamo fare gol il prima possibile. La prima giornata è determinante per il futuro”.
Il mercato ha consegnato una rosa esperta a Giuliatto. Ben dieci elementi hanno più di 30 anni. Il tecnico spiega anche la scelta consapevole in tema di costruzione dell’organico.
“Questo campionato insegna che occorre il giusto mix tra giovani ed esperti. Poi l’esperienza dà a me garanzie. Forse non avremo l’intensità massima per come intendo il calcio, ma possiamo dominare con il palleggio e possiamo gestire al meglio i singoli momenti della gara”
Sulla fascia consegnata a Guastamacchia nessuna idea strana.
“E’ stata una scelta condivisa per alleggerire Loiodice. Gustamacchia ha avuto un problema in ritiro è ora ha recuperato. Non guardo a chi indossa la fascia, possediamo tanti leader come Lanzolla, Javi Morales, Angiulli, Saranini, ci sono 27 giocatori che considero tutti titolari. Antonio è un valore aggiunto, un uomo cardine, ma si guarda all’obiettivo comune”.
Appaiono tanti 27 giocatori da gestire, Giuliatto affronta il tema di come cercare di non creare malcontento o malumori.
“Dal primo giorno è una frase che ripeto: abbiamo due squadre e 27 titolari. Sarà complicato da gestire ma non dimentichiamo che a settembre giocheremo sette-otto gare e bisogna ruotare un po’ tutti per farli sentire importanti, questa è la chiave. Se si vince andrà tutto bene, spesso l’equilibrio dello spogliatoio dipende dai risultati. Loiodice? Con lui ho instaurato un rapporto chiaro e diretto, ha vissuto male la fine dell’anno scorso ma è un ragazzo di cuore che ci darà una mano. A livello mentale ha bisogno di stare sul campo per esprimere le sue qualità che non possono essere discusse”.
Senza tifosi per tre gare interne, ma le disposizioni delle autorità competenti probabilmente impediranno ai tifosi tarantini di seguire in avvio la propria squadra fuori casa...
“La nostra presenza allo stadio l’altra sera credo sia stata positiva. Chi aveva un dubbio sul posto dove è arrivato, ha subito capito in che situazione si ritrova. In un mese vivremo in una bolla, senza il sostegno dei tifosi in casa e fuori. Dovremo essere bravi a trovare dentro di noi le motivazioni”.