CRONACHE TARANTINE
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Nuovo corso, vecchi incontri, ambizioni inalterate. Almeno le parole scorrono così. Presentati il tecnico Luca Tiozzo e il direttore sportivo Francesco Montervino.
Il Taranto cambia pagina, alla ricerca dell’ennesima scossa. Per Montervino è la terza parentesi, le emozioni sgorgano naturalmente. E’ il suo personale “ricomincio a tre”. “E’ una gioia particolare, nelle due precedenti occasioni siamo stati protagonisti positivi. La chiamata dalla mia città è un orgoglio, specialmente ora. Sono stato alla cerimonia di apertura allo Iacovone e l’emozione è stata grande. Ho espresso un desiderio, mi sarebbe piaciuto essere il primo direttore sportivo a vedere il Taranto giocare in questo rinnovato stadio. E un po’, devo ammetterlo, me lo merito. Siamo contenti di entrare il 27 settembre e l’augurio è che la struttura possa essere all’altezza per quella data”.
Montervino si tuffa in un territorio che conosce bene, con le sue profonde contraddizioni.
“Da tifoso ho ritrovato una città martoriata sotto l’aspetto calcistico. Fare ancora l’Eccellenza destabilizza l’ambiente, ho ritrovato un chiacchiericcio che non va bene, una dispersione di notizie o la rincorsa a chi arriva prima, e questo e l’ho ritrovato anche esasperato. Però ha fatto gioco visto che il nome di Tiozzo non l’ha riportato nessuno. La società è forte, ha un appeal importante. Non sono stato sponsorizzato da nessuno, altrimenti sarei stato il primo ad essere contattato visto che sono l’ultimo che ha vinto qui a Taranto. Ringrazio Danilo Pagni che mi ha consegnato una squadra forte, anche se io avrei agito un po’ diversamente. La situazione ambientale non è eccezionale e mi riferisco all’umore della gente, la negatività che circola, ma la forza societaria mi consentirà di superare ogni ostacolo. Sicuramente non voglio più fare un campionato di Eccellenza”.
Montervino rivendica la paternità della scelta del nuovo allenatore. “Per me Tiozzo è un grande allenatore e si merita questa possibilità. Insieme a Rogazzo era la mia prima scelta. Li conosco entrambi tecnicamente. Alla fine ho scelto Tiozzo, trattativa nata l’ultimo giorno prima della decisione finale. Non è stata presa dalla società che ha ben altro da fare. La scelta di natura tecnica ha la mia responsabilità, poi c’è l’aspetto economico e morale da estendersi con la proprietà. Loiodice? E’ un tesserato del Taranto, la fuga di notizie su di lui infastidisce. Il ragazzo si è messo a disposizione, ha avuto un permesso, svilupperemo la situazione in base alle varie possibilità. Va via o resta? Vediamo di trovare la migliore soluzione”.
Sul mercato Montervino avrà carta bianca, ma il dirigente non vuole approfittare di questa ampia apertura di credito.
“Non ho limiti di fare acquisti ma io ho dei valori morali, non si deve sperperare, sicuramente non ho mai avuto 32 componenti in organico. Credo nella forza dello spogliatoio, nella sua capacità di fare tanti punti. In base alle indicazioni faremo accorgimenti equilibrati, con il tempo giusto. Arriveranno altri giocatori e ne usciranno altri, ma non cambieremo dieci elementi. A quelli che conosco ho chiesto di essere loro stessi, se li ho scelti prima ho creduto in loro, ma sapranno trasferire ai altri compagni quello che io intendo nel lavoro quotidiano”.
La voce di Luca Tiozzo è bassa, quasi rotta dall’emozione. Quasi incredulo ad essere stato paracadutato in questo ambiente.
“Grazie a Montervino e alla società che mi hanno scelto. Emozione grande, si è aperto un mondo nuovo. Taranto non si può rifiutare e non ha categorie, al pari delle migliori piazze d’Italia. Mi sento bene sul campo, non amo molto le parole. Voglio fare parte di un lungo viaggio, il denominatore comune è arrivare all’obiettivo. Non posso disperdere energie e concentrarmi sul lavoro”.
Tiozzo fa una radiografia dello spogliatoio e di questo affannoso inizio di stagione.
“Io mi arrabbio perché ci tengo, voglio vincere sempre. La squadra è avvilita, ci mancherebbe anche che non sentano il momento negativo. Mi hanno dato ampia disponibilità, abbiamo un gruppo esperto. In questi giorni l’avvio è stato buono.
Il Taranto è diverso dalle altre squadre, dobbiamo fare molto meglio degli altri perché gli altri si giocano la gara della vita. Dobbiamo andare più forte degli altri a livello di dinamismo, scansando le buche che ci saranno davanti. Stiamo studiando tutto, non ho svolto molti allenamenti. Non voglio parlare di numeri, noi studiamo il Racale e cercheremo di metterli in difficoltà. Squadra vecchia? Andranno a mille all’ora. Il calcio è cambiato, a 35 anni si può dare tanto a livello fisico. Mi hanno dimostrato che stanno bene più fisicamente che mentalmente”.