CRONACHE TARANTINE
IL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE DI TARANTO
Quarta giornata, ma pare un altro inizio.
Taranto-Racale fissa l’avvio di un nuovo capitolo, targato Montervino-Tiozzo, la nuova coppia a cui la proprietà si è affidata per rilanciare le ambizioni di un Taranto in stato di profonda depressione. Serve vincere. E vincere tanto. La classifica non si guarda, si annusano gli umori, si scruta al proprio interno. A quello che i giocatori devono (oltre a possono) dare. Il tecnico Tiozzo ha richiesto un Taranto “a mille all’ora” nonostante un’età media considerevolmente elevata e un complesso che nelle prime tre gare è parso imbolsito. Si spera più mentalmente che fisicamente. Curiosità per capire che squadra si vedrà sul neutro di Massafra (ore 17), sfida di campionato a cui quattro giorni dopo farà seguito il match inaugurale di Coppa Italia di Eccellenza contro l’Ostuni. Subito difesa a tre o volontà di non stravolgere l’antico assetto? Probabilmente una via di mezzo, magari con un interno in più e un uomo di attacco in meno. Difficile che Loiodice possa trovare posto tra i convocati, almeno a giudicare le parole di Montervino che non ha giurato sulla ricomposizione dello strappo, ma che ha fatto intendere che la soluzione di un addio possa essere la più plausibile. Le conferenze stampa di presentazione appaiono tutte uguali, filano su una superficie tendenzialmente liscia, Montervino da direttore consumato ha dribblato le minime insidie tradotte in domande. Le parole sono state incisive, i concetti espressi con il classico petto in fuori. Ora, però, parlerà il campo e deve farlo forte. Nel frattempo si è al lavoro per ripristinare il manto erboso dello Iacovone. Ciccare il debutto con pubblico del 27 settembre sarebbe deleterio oltre che dannoso per abbonati e tifosi rossoblù tutti. Si torna a Massafra, casa per un anno dei rossoblù. Non ci sarà pubblico, i giocatori dovranno attingere alle proprie risorse e alle personali motivazioni. Tre punti sono d’obbligo, ulteriori rallentamenti non sono al momento previsti anche perché, sia pure minimo, c’è un piccolo ritardo da colmare con le primissime posizioni.