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Foto di repertorio (Studio Ingenito)

 
Cosmano Foggia, Spinazzola, Polimnia, Racale e Toma Maglie. Nessuna di queste squadre si colloca per ora nelle prime sette posizioni della classifica del girone di Eccellenza.

E il dato potrebbe pendere verso un calendario iniziale marcatamente più benevolo per il Taranto, se la neopromossa Cosmano Foggia, peraltro con una gara da recuperare, non avesse avuto un inizio di campionato piuttosto sorprendente. Non si vogliono sminuire gli undici punti sul campo (nove per via della penalizzazione), ma c’è da prendere il giusto da questo avvio di campionato. Soprattutto dalle due vittorie paternità dell’era Tiozzo, che giustamente rivendica timidi segnali di miglioramento e una progressiva appropriazione tecnica dell’organico a disposizione. Parlare di svolta appare eccessivo, tendere verso l’esaltazione è esercizio superfluo e francamente fuorviante. Ma al di là degli avversari piuttosto morbidi, il Taranto della nuova cura tecnica abbozza qualche segnale di diversità. La squadra di Giuliatto preoccupava per lentezza e carenza di idee nella manovra. Ritmi soporiferi e un’assenza di identità dovuta anche al rovistare continuamente nell’undici iniziale. Non che Tiozzo non abbia fatto ricorso a piene mani alla rosa in queste tre gare in sette giorni, ma il profilo del suo schieramento ha logica e soprattutto comincia a delineare una linea di pensiero condivisa, prescindendo dal modulo iniziale differente tra campionato e Coppa Italia. Lo ha detto lo stesso allenatore: i due mediani e i difensori cominciano a giocare il pallone con maggiore criterio. L’utilizzo del doppio play favorisce una manovra più geometrica e ricercata anche nei profondi cambi di fronte. Il 3-4-3 con Hadziosmanovic (finalmente a Maglie sui livelli dello scorso anno) e Lupo (debutto pienamente sufficiente per l’esterno mancino) è in grado di offrire la dovuta ampiezza. Lo schema di partenza appare una soluzione che scorre su un doppio binario. Al netto di qualche disattenzione che serpeggia latente in corso d’opera, la fase difensiva se la squadra si mantiene corta garantisce la dovuta protezione a Baietti. In fase di possesso Hadziosmanovic è più libero di proporsi e l’arsenale offensivo permette a Tiozzo di preparare le gare secondo diverse opzioni: tridente di movimento con Losavio prima punta oppure tridente con un riferimento centrale (Saraniti o Rajkovic) utile per aprire varchi agli esterni d’attacco. Poi c’è l’interpretazione dei momenti. Con il Maglie ci sono stati segnali confortanti, ma onestamente saremmo indotti in errore se ci sbilanciassimo avendo come metro di paragone gli ultimi novanta minuti. Meglio essere concreti e fare punti, il più possibile, non lasciare briciole nel cammino di risalita. Arriveranno contese più probanti: il 4 ottobre a Canosa; a fine ottobre allo Iacovone saranno ricevuti Soccer Trani e Squinzano. In quel periodo la classifica avrà assunto connotati più rappresentativi. Ora arriva una settimana tipo, Tiozzo potrà immettere dosi del proprio credo in quantità maggiore. E domenica si torna allo stadio Iacovone. Non sarà un giorno banale, terminerà il lungo esilio, ci sarà da emozionarsi. Chi si ricorda l’ultima esibizione nello stadio di via Salinella? Era il 23 dicembre 2024, Taranto-Giugliano 0-2. Una gara giocata sul campo, ma cancellata dagli albi ufficiali. Pochi mesi dopo, infatti, arriverà l’esclusione dal campionato di Serie C per una delle pagine più buie del calcio rossoblù. Una vicenda disgustosa di cui si pagano ancora le conseguenze.

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