CRONACHE TARANTINE
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Massimo Giove è tornato a parlare tramite il media partner Antenna Sud. Non lo faceva pubblicamente dall'intervista rilasciata proprio a Cronache Tarantine lo scorso mese di agosto.
Nel frattempo qualcosa è accaduto, ma a parte la vicenda Apex-Campbell, gli argomenti e i toni sono rimasti pressoché identici. Il “sono fuori da tutto” è di fatto confermato con le “dimissioni irrevocabili” ma declinato in una nomina a proprietario del club affidata a Rinaldo Zerbo che ha esposto i suoi piani nell'intervista proprio a Cronache Tarantine. Il livore è lo stesso nei confronti dell'Amministrazione comunale, colpevole di aver impedito la nascita di una stagione che aveva maturato d'intesa con Ezio Capuano, la costruzione di “una corazzata”: toni aspri mantenuti, come ad agosto, anche nei confronti del ministro dello Sport, Andrea Abodi, reo con alcune dichiarazioni di aver disatteso “le assicurazioni di continuare a giocare allo Iacovone”. Ma ce n'è anche per i Giochi ridotti a “Giochi di distruzione” per l'impatto negativo che secondo Giove si riverserà sulla città. In mezzo, inevitabile il passaggio sulla trattativa con quello che viene ribattezzato ironicamente “Rinaldo Campbell”, con una chiara frecciata agli atteggiamenti particolarmente accoglienti assunti dai membri del Comune di Taranto. Questo è l'unico passaggio in cui, fatti oggettivi, l'ex (a questo punto) proprietario può rintuzzare a guardia bassa le eventualità critiche, viste le scadenze disattese dal fondo anglo-americano. Il passaggio fondamentale, comunque, è l'annunciato passaggio a Rinaldo Zerbo con l'appoggio di “tre-quattro imprenditori piemontesi e due svizzeri”. Sono parole a cui dovranno seguire i naturali “step” come quello della ratifica dell'accordo da un notaio e la comunicazione ai soci di minoranza. Siamo in attesa di conoscere i reali investitori, dato che Rinaldo Zerbo non sembra avere una forza economica tale da poter sostenere la continuità del progetto. In uno scenario in cui la credibilità delle varie componenti è ridotto allo “zerovirgola”, questo passaggio di consegne desta qualche appunto, si vorrebbe azzardare qualche sospetto almeno nella tempistica. Perché la proprietà che fa capo a Giove si fa carico di un nuovo sforzo economico saldando le spettanze del bimestre settembre-ottobre, se dietro l'angolo c'è questa trattativa in fase di definizione? Qual è la convenienza di questo gruppo di cui si ignora i connotati e sul quale speriamo si possa fare presto luce, a rilevare una società indebitata e senza un patrimonio calciatori, peraltro con l'udienza dell'11 marzo che potrebbe far partire una procedura fallimentare? Giove, che probabilmente è realmente stanco di questa condizione perenne nel sentirsi sotto attacco e che nell'ultima intervista ha rivendicato con orgoglio, statistiche alla mano, di “essere il presidente rossoblù più vincente della storia”, ha abituato a mosse strategiche gattopardesche, che vivono sul solco della continuità e non precludono ad una reale pagina svoltata sotto l'aspetto gestionale. D'altronde come si lascia scappare lo stesso Giove “per un imprenditore che viene da fuori non è facile investire a Taranto”. Chissà quanto saranno stati convincenti gli argomenti per spingere imprenditori del Nord Italia e stranieri nel credere di poter fare calcio nella nostra città dato che “siamo i primi come tifoseria in danni provocati e multe pagate”. Giove ha stigmatizzato l'ipotesi di una ripartenza “dal basso” dicendo che “nessun imprenditore di Taranto sarebbe intervenuto in Eccellenza”. Non ne siamo convinti, anche perché il quadro attuale quale scenario migliore presenta rispetto ad una rinascita ardua ma irrorata da una sferzata di naturale novità. Ora attendiamo gli eventi del “progetto Zerbo”, che proprio a Cronache Tarantine nel descrivere il suo programma, parla dell'utilizzazione dello stadio di Faggiano. Perché non averci pensato prima? L'approdo in realtà è lo stadio Iacovone, quello che si dice essere stato sottratto. Ma è lo stesso che, una volta rinnovato, garantisce “appeal” e alto grado di attrazione strategica. Forse la chiave di tutto, sta proprio qui.