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Si gioca a Picerno, di venerdì sera, con la minaccia di un'esclusione dal campionato. Si gioca forse per l'ultima volta, chissà per la penultima, dipende dal giudizio eventualmente negativo della Covisoc, atteso a breve.

Se, soprattutto, fosse riscontrabile il difetto burocratico che concerne il rispetto dell'ultima scadenza federale di febbraio, evasa in modo improprio dal Taranto FC 1927 rappresentato dal futuro proprietario Rinaldo Zerbo. Il nocciolo della questione è se risulta plausibile pensare che, come recita l'articolo specifico della normativa in materia fiscale, ci si è imbattuti nel divieto di compensazione dei debiti tributari con crediti propri. La notizia è deflagrata, con minacce di querela dello stesso Zerbo che ha specificato che non si tratta di “compensazione, ma di surroga”. In tal senso l'articolo 1201 del codice civile spiega che “il creditore, ricevendo il pagamento di un terzo, può surrogarlo nei propri diritti e tale surroga deve essere espressa al momento del pagamento”. Saranno giorni di storie da rinfacciare, poi arriverà il giudizio dell'organo giudicante della Figc, anche se proprio nel pomeriggio del 20 febbraio, il presidente Marani ha già convocato una riunione straordinaria con i componenti del Consiglio Direttivo per prendere una posizione netta sul presente e ovviamente con sviluppi sul futuro della Lega di Serie C. “Un soggetto accollante che si fa carico del debito tributario di un altro soggetto non può utilizzare i propri crediti per compensare tale debito tramite il modello F24”, questa in sintesi la colpa di colui che è stato individuato da Massimo Giove come il soggetto idoneo per incarnare (insieme ad un gruppo di imprenditori piemontesi e svizzeri) l'ideale prosecuzione dell'attuale progetto societario. Il pagamento in violazione di tale divieto si considera non avvenuto, un altro passaggio del decreto che chiuderebbe ogni problema. Ma se fosse valido il discorso della surroga evidenziato da Zerbo, in quel caso bisognerebbe rimettersi al parere della Covisoc. Passano le ore e le giustificazioni di Zerbo cominciano a vacillare, l'ombra della radiazione si allunga sempre di più. Francamente una situazione grottesca, soprattutto perché depotenzia, logicamente e teoricamente, la forza del nuovo gruppo che sarebbe stato in procinto di subentrare. Se ci fosse stata della liquidità da immettere, perché non compiere i passi al momento opportuno evitando di dribblare le scadenze federali e soprattutto perché pagare parzialmente il giusto per evitare la radiazione e non dare un segnale forte scongiurando penalizzazioni nel prossimo torneo di Serie D? Intanto si gioca a Picerno per un altro capitolo indigesto del torneo-farsa del Taranto. Malgrado le dichiarazioni di Zerbo che si stupisce di “chi è debole di stomaco” nel vedere queste non competitive. In queste settimane altri vari organi dei tifosi sono stati intaccati, di coloro che in grande maggioranza (non perché strumentalizzati altrimenti non si conosce la piazza fino in fondo) invocavano un fallimento pilotato, primo passo di una credibile rinascita. Invece c'è il rischio della radiazione e se così fosse, si partirebbe dall'Eccellenza. Si gioca a Picerno, ma il pallone rossoblù rischia seriamente di smettere di rimbalzare anzitempo.

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