CRONACHE TARANTINE
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Se ad agosto fu la presentazione, al Palafiom abbiamo assistito alla rivelazione. Il progetto della proprietà Ladisa prende forma e corpo, non conosciamo ancora gli orizzonti, certamente è qualcosa di inedito per una società di calcio a Taranto.
Anche dopo una dolorosa sconfitta in campionato, c'è voglia di fare. E molto. Vito Ladisa ha esposto la sua visione davanti ad una variegata rappresentanza di tifosi (un centinaio): curiosa, attenta, partecipe. Un presidente combattivo e determinato a raggiungere i traguardi ipotizzati. Dopo l'elencazione dell'organigramma, si entra nel vivo. Preceduto dallo slogan "Dove crescono i sogni, nasce una nuova Taranto, il sogno che si realizza è l'essenza dello sport", il presidente Vito Ladisa, che lascerà nei dettagli del progetto la parola al direttore generale Giuseppe Camicia, usa parole forti nei confronti della squadra colpevole di non avere al momento la doverosa umiltà. "Mi assumo le responsabilità di questo momento, ma quando gli obiettivi non si centrano, bisognerebbe avere il dovere di chiedere scusa". E frecciata ulteriore. "Il settore giovanile sta dimostrando maggiore impegno della prima squadra. Purtroppo al momento il gruppo sta evidenziando delle carenze motivazionali". Ma Ladisa non si perde sicuramente di animo. "Abbiamo tre obiettivi che si racchiudono nella possibilità di poter accedere alla categoria superiore e sono tutti praticabili. Anzi sono certo che almeno uno di questi verrà centrato. La società non è stata ferma, continuerà a fare il possibile, si assume le responsabilità di qualche amnesia mostrata dalla prima squadra. Ipotizzavo che le assunzioni di responsabilità e i lauti compensi potessero avere un aspetto rilevante. Purtroppo non possiamo mettere uno sponsor all'interno dello stadio, non amo la mediocrità e nemmeno i soprusi. In quattro mesi abbiamo immaginato di mettere tanti soldi per il Taranto e per Taranto. Se qualcuno non ci sta, possiamo tornare sui nostri passi. Mi aspetto maturità da tutti".
L'architetto Camicia entra in argomento. Un investimento legato al piano economico finanziario di circa 16 milioni di euro in otto anni, risorse di disponibilità del gruppo Ladisa, in parte accantonate da riserve di bilancio, in parte verranno create da utili non distribuiti. La durata dovrà essere confermata dal piano di ammortamento, ma si può ipotizzare un arco temporale di gestione dai 25 ai 30 anni. In atto interlocuzioni con brand internazionali per definire intese legale allo Iacovone.
"Lo Iacovone - dichiara Camicia - sarà oggetto di interventi importanti in ottica Giochi del Mediterraneo, abbiamo manifestato la volontà di una gestione pluriennale, permettere allo stadio di essere vissuto sette giorni su sette per svolgere diverse attività che non solo si restringano alla gara domenicale. Non solo sport, ma in altri ambiti culturali. Attorno allo stadio abbiamo intenzione di creare un centro sportivo per far crescere i giovani: oltre al campo B di allenamento ci saranno altri due campi, un'area per i bambini, area verde mantenendo le aree parcheggio perfettamente contemplate. Nella parte interna, sotto le gradinate, ci saranno spazi commerciali a secondo degli eventi. Lo stadio dovrà ospitare eventi internazionali, pensiamo alle gare amichevoli della Nazionale, un punto di riferimento per il Sud Italia. Oltre a punti di ristoro, area ospitality, vorremmo creare nell'anello superiore stanze per i nostri ragazzi o per chi ha intenzione di vivere lo stadio appieno". Camicia sottolinea come l'aspetto sportivo dovrà essere fondamentale in questo piano strategico e andare di pari passo. Certamente il tempo è una variabile da considerare.
"Non abbiamo bacchette magiche, non c'è nessuna intenzione di buttare fumo degli occhi. Siamo molto determinati, lavoriamo h24, mi auguro che la stessa determinazione la si possa vedere in campo. La società vuole raggiungere la Serie C in 3-4 stagioni. L'obiettivo minimo è quello di entrare tra i professionisti per quello che Taranto merita. Ci vorremmo arrivare presto ma c'è anche la necessità di arrivarci con il tempo giusto. Questa è una stagione particolare, siamo in pratica una start up e nelle fasi di avviamento si commettono errori e ancora ne faremo. Nessuno deve avere dubbi sulla determinazione a portare in alto il Taranto calcio".
Come ha anche affermato il moderatore e rappresentante del comitato dei saggi, Lorenzo D'Alo, Taranto non si è mai mossa da Taranto. Si è voluta ripristinare una grande verità, la società che può essere percepita come un'entità estranea all'interno di una stagione fuori dall'ordinario, ha voglia di confrontarsi e di essere vicina alla tifoseria e una sconfitta non sposta il percorso. Ne è stata una potente testimonianza. Con tanto desiderio di scorgere a breve l'orizzonte.